
Ad arricchire la prestigiosa sede di Palazzo D’Avalos a Vasto arriva dal 25 luglio al 25 ottobre 2026 l’esposizione “Mitografie Postmoderne. Anacronismo, Pittura Colta e realismo visionario dagli anni ’80 ad oggi”, curata dalla critica e storica dell’arte Silvia Pegoraro.
Organizzata per celebrare la cinquantasettesima edizione del “Premio Vasto d’arte contemporanea”, la mostra mira a restituire importanza ad alcuni stili artistici ancora troppo poco studiati nonostante la loro eredità risulti fondamentale ed estremamente visibile in opere ben più attuali.
L’esposizione approfondirà la corrente dei cosiddetti “Anacronisti”, definiti così dallo storico dell’arte Maurizio Calvesi per dare un nome alla reazione provocata dal concettualismo di fine anni ‘70. Questa corrente artistica portò un nutrito gruppo di artisti a “tornare” al mestiere del pittore, sfruttando la riscoperta storica delle tecniche di pittura e scultura proprie della cultura artistica italiana. Per questo, nella raccolta di opere che compongono “Mitografie Postmoderne”, sarà possibile ritrovare una sbalorditiva qualità tecnica e una scelta sapiente volta alla citazione colta del grande passato artistico nazionale.
È anche per questo che il critico Italo Mussa definì la corrente come “Pittura Colta”. Per la risposta ad un’arte diventata troppo riflessiva, che spesso finiva per non andare oltre il mero esercizio mentale. Una risposta anche alle creazioni di Oltre oceano, la cui egemonia nel mercato artistico ha spinto verso una riflessione spesso individualista, considerabile forse “restaurativa”, ma mai priva di fervore creativo o di ambizione citazionistica.
Per questo nelle opere dell’esposizione, che recano le firme di grandi esponenti dell’Anacronismo come Domenico Borrelli, Paolo Grissino, Sergio Monari e Paola Gandolfi, sarà possibile rintracciare riferimenti mitologici, surrealisti e onirici, accomunati dal bisogno artistico di quegli anni ’80 di dimostrare che la tecnica non era stata del tutto soppiantata dal concetto astratto e che era possibile leggere la complessità del presente anche grazie ad uno sguardo volto al passato.
Non solo. La “rottura” con le avanguardie dei primi ’80 ha portato sulle grandi tele in esposizione a Vasto elementi contemporanei e classici, in una convivenza simbolica che non smette mai di stupire. La dimensione onirica che fuoriesce da questo dialogo arriva a porre dubbi sulla linearità del tempo e abbraccia quell’ideale post-moderno che già negli anni precedenti era emerso in ambito filosofico.
Il “Premio Vasto d’arte contemporanea” è una delle manifestazioni a tema artistico più longeve d’Italia. L’appuntamento annuale con la grande arte italiana si rinnova sin dal 1959. Dalle prime edizioni, legate particolarmente alla ricerca artistica locale, il Premio ha visto una crescita importante che, nel 1975, lo portò ad evolversi in una rassegna d’arte di qualità, con collaborazioni proficue portate avanti con critici di spessore nazionale ma non solo.
Dal 2002 il Premio ospita anche la sezione denominata “IncontrArti”, dedicata alla scoperta e all’esposizione di opere provenienti dalla produzione di artisti emergenti. Il contatto con i più giovani è, da allora, uno dei leitmotiv dell’iniziativa, che da anni si apre alle scolaresche dell’area limitrofa con delle visite guidate volte alla scoperta degli itinerari espositivi proposti.
«Il Premio Vasto è un punto di riferimento nazionale, capace di intercettare le principali trasformazioni dell’arte contemporanea e di far dialogare Vasto – ha evidenziato il sindaco Francesco Menna – con i più importanti protagonisti della ricerca artistica italiana. Grazie alla visione dell’indimenticato Roberto Bontempo, fondatore e anima del Premio Vasto, il cui straordinario intuito, unito a passione autentica per l’arte e la cultura, ha dato vita ad un progetto destinato a segnare profondamente la storia culturale della nostra città.»
«L’artista è un patrimonio di umanità che sconfigge le brutture del tempo, perché dona, con la sua sapienza, forma e colore alla bellezza che è la vita. Credo sinceramente che questa frase – ha aggiunto l’assessore alla Cultura, Nicola della Gatta – dia il senso, più di ogni altro esercizio retorico, della missione civile che è propria di chi crea arte. Avverto come un’eco straordinariamente potente questa professione di verità che, in tante circostanze, ho avuto il dono di ascoltare dal carissimo Roberto Bontempo, l’avvocato, il visionario generatore di bellezza a cui si deve l’intuizione del Premio Vasto d’Arte Contemporanea. Sono grato all’attuale Presidente Alfredo Bontempo per aver raccolto dall’amato padre un’eredità così potente e alla curatrice Silvia Pegoraro per aver offerto ai tanti cultori dell’arte contemporanea una prospettiva originale e densa di significato.»
Scheda dell’esposizione
“Mitografie Postmoderne. Anacronismo, Pittura Colta e realismo visionario dagli anni ’80 ad oggi” A cura di Silvia Pegoraro, con opere di Alberto Abate, Roberto Barni, Ubaldo Bartolini, Bruno Benuzzi, Carlo Bertocci, Domenico Borrelli, Bruno D’Arcevia, Stefano Di Stasio, Antonio Faggiano, Omar Galliani, Paola Gandolfi, Paolo Grassino, Sergio Monari, Franco Piruca, Vettor Pisani e Antonio Sofianopulo.
Inaugurazione: 25 luglio 2026 alle ore 18:30 nei Giardini di Palazzo D’Avalos.
Per verificare gli orari di apertura consultare il Sito Ufficiale Musei Palazzo d’Avalos o la Pagina Facebook Palazzo d’Avalos – Meraviglia d’Abruzzo.
















