venerdì, Luglio 24

Inchiesta Dda, per il 52enne residente da anni a San Salvo il caso è in Cassazione

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Ricorso in Cassazione per M. D., 52 anni di origine albanese, residente da anni a San Salvo rinchiuso nel carcere di Frosinone dal marzo scorso con una pesante accusa.

A scriverlo, stamane, a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.

L’uomo è accusato dalla Dda di Catanzaro di aver fatto parte di un sodalizio malavitoso radicato in Calabria con proiezioni in altre regioni. Accusa che il difensore di M.D. l’avvocato Fiorenzo Cieri, contesta.

M.D. era da tempo nel mirino degli investigatori della guardia di finanza ed è finito in manette con altri 15 presunti componenti della banda accusata di traffico di sostanze stupefacenti: avrebbe agevolato l’attività della ‘dgrangheta radicata nel Vibonese.

Un sistema criminale sofisticato, capace di muoversi tra regioni e confini con la stessa agilità con cui gestiva flussi di denaro milionari. L’ operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, ha individuato ramificazioni anche nel Vastese. D.M. figura di spicco anche nell’operazione Blue Marine di Vasto, rischia una severa condanna.

Il suo legale aveva presentato ricorso anche al tribunale del Riesame che ha accolto parzialmente le richieste del legale vastese. Per M.D. resta la custodia cautelare in carcere. L’avvocato Cieri traduce e da un’altra spiegazione alle frasi che intercettate dagli investigatori hanno messo il 52enne nei guai, chiede la nullità dell’ordinanza per mancato interrogatorio preventivo del suo cliente e contesta la valutazione delle esigenze cautelari.  Il difensore insiste però nella assoluta insussistenza dei reati che gli vengono contestati dalla magistratura calabra. Ora si attendono le decisioni della Cassazione.

(foto archivio)

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