
Irregolarità contrattuali, salario non adeguato alle ore di lavoro realmente effettuate e un altissimo tasso di “povertà salariale”. Sono le maggiori criticità del settore turistico indicate dalla Filcams Cgil durante la campagna abruzzese e molisana “Non c’è turismo senza di noi”, che mercoledì sera ha fatto tappa a Vasto in piazza Rossetti.
Sul palco sono saliti i rappresentanti sindacali della Cgil e tre lavoratori del comparto turistico che hanno raccontato la loro esperienza lavorativa. A portare i saluti istituzionali dell’amministrazione comunale è stato l’assessore al turismo, Nicola Della Gatta, che durante il suo intervento si è soffermato sulle criticità del settore (“forza lavoro sottopagata e non contrattualizzata”) e ha definito di “qualità” il dibattito. E’ emerso uno spaccato fatto di irregolarità contrattuali, di turni senza riposo e di salario non adeguato alle ore di lavoro realmente effettuate.
“E’ una campagna informativa che facciamo tutti gli anni durante la stagione estiva nelle spiagge e nei luoghi del turismo”, spiega Emanuela Loretone, coordinatrice Filcams Abruzzo-Molise, “i lavoratori e le lavoratrici del turismo affrontano vari problemi, tra cui le irregolarità contrattuali e il salario non adeguato alle ore di lavoro, Abbiamo un altissimo tasso di povertà salariale”.
Molto diffuse sono le vertenze. “Scattano a fine stagione sia per il recupero delle spettanze dovute, sia per la verifica dei conteggi”, annota la sindacalista, “un’altra delle criticità del settore è la precarietà: le aziende chiedono professionalità, ma la professionalità è anche frutto di una continuità lavorativa che non viene garantita”.
E poi ci sono i “contratti grigi”: il lavoratore ha un contratto formalmente regolare, ma le condizioni reali in cui svolge la mansione non rispettano le leggi e i termini contrattuali, collocandosi a metà strada tra la legalità e il lavoro nero. In pratica l’assunzione c’è, ma nasconde abusi ed irregolarità come orari difformi (ad esempio un part time fittizio a fronte di un orario a tempo pieno), fuori busta (una parte dello stipendio viene versata regolarmente, mentre la restante parte viene corrisposta in contanti per eludere tasse e contributi), straordinari non pagati. L’iniziativa della Filcams Cgil è stata molto apprezzata.
Anna Bontempo (Il Centro)
















