martedì, Agosto 11

Ombrelloni chiusi e lettini vuoti, il caldo condiziona l’estate della costa vastese

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Ombrelloni chiusi e lettini vuoti. Uno spettacolo insolito per la spiaggia di Vasto, nel periodo clou dell’estate, quello a ridosso del Ferragosto, quando la città si riempie di turisti, triplicando le presenze. Colpa della crisi che sta colpendo gli stabilimenti balneari o dei prezzi? Gli operatori escludono entrambe le ipotesi. 

“Il calo di presenze sotto gli ombrelloni che abbiamo registrato durante questa settimana di Agosto è stato dovuto esclusivamente alle alte temperature”, spiega Massimo Di Lorenzo, titolare del Lido Acapulco, “il caldo ha scoraggiato soprattutto le famiglie con bambini piccoli a scendere in spiaggia. Nei mesi di giugno e luglio siamo stati sempre pieni. Del resto gli ombrelloni sono tutti affittati: i nostri clienti sono nella maggior parte dei casi persone del posto e turisti per una piccola percentuale. I prezzi sono rimasti invariati”, continua Di Lorenzo, “600 euro la prima fila, 550 euro per la seconda fila, 480 per la terza e per le altre file. Sono prezzi relativi a tutta la stagione balneare che qui da noi inizia a marzo e termina a settembre”. 

Nella giornata di ieri il caldo ha concesso una breve tregua per via di una refrigerante brezza marina che ha mitigato la calura, ma molti ombrelloni sono rimasti lo stesso chiusi o si sono aperti solo in tarda mattinata. 

Anche per Fernando Sorgente, storico balneatore e titolare del Lido da Fernando, le sdraio e i lettini vuoti sono da ricondurre alle alte temperature.

E’ colpa del caldo”, attacca Sorgente, “qui da noi il turismo è prettamente familiare e chi ha bambini piccoli evita di scendere in spiaggia con le alte temperature di questi giorni. Ho registrato un calo del 20%. Arriva gente dalle 18 in poi anche perché organizziamo iniziative ed eventi che coinvolgono centinaia di persone. I prezzi? Non abbiamo apportato nessuna variazione da quattro anni a questa parte”, prosegue Sorgente, “inoltre da noi sono ancora in vigore le distanze previste durante il Covid e garantiamo il corridoio di libero transito, cioè una distanza di cinque metri tra gli ombrelloni  e il bagnasciuga. Il rispetto delle regole, per me, è fondamentale, ma nella parte centrale della spiaggia non è così”. 

L’estate 2026 del turismo balneare si farà ricordare anche per tutta una serie di vicissitudini legate alle aste pubbliche previste dalla direttiva comunitaria Bolkestein. Gli operatori stanno vivendo un periodo di profonda incertezza legata alle procedure che il Comune di Vasto ha avviato dopo la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso dell’Autorità Garante della concorrenza e del libero mercato (Agcm),  che ha intimato all’ente di indire procedure pubbliche e trasparenti “senza ulteriori indugi”. Tutto questo in un momento in cui è in itinere il nuovo piano demaniale marittimo “adottato” dal consiglio comunale il 9 marzo scorso ed ora nella fase delle osservazioni. Ne sono state presentate 63 da parte di balneatori, associazioni, cittadini e imprenditori, metà delle quali riguardano le concessioni previste lungo la scogliera nel tratto compreso tra la statua della Bagnante e Vignola. I cittadini chiedono che resti libera ed accessibile. 

Anna Bontempo (Il Centro)

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