
L’assenza di attività e la chiusura dei campi riscontrata in più occasioni; il mancato pagamento del canone e la mancata voltura delle utenze (idrica ed elettrica). Sono i “gravi inadempimenti” che hanno spinto il Comune a revocare la concessione dell’impianto sportivo e dell’annessa area verde all’interno del Parco Fortunato, un complesso residenziale di Vasto Marina dato in gestione nel 2017 alla associazione Polisportiva Promo Tennis.
La concessione, della durata di dieci anni, attribuiva alla società sportiva gli introiti derivanti dall’utilizzo degli impianti, mentre riservava al Comune l’uso gratuito della struttura per un massimo di venti giornate all’anno per le manifestazioni organizzate o patrocinate dall’ente.
In particolare la Promo Tennis era tenuta ad applicare le tariffe determinate in sede di gara e approvate dal Comune; a mantenere gli impianti in perfetto stato di efficienza e conservazione; a corrispondere al Comune un canone annuale di 100 euro; a sostenere tutte le spese del personale e delle utenze e ad assicurare la manutenzione ordinaria della struttura, dei campi e del parco giochi per l’intera durata della concessione.
Il Comune ha avviato il procedimento di revoca al termine del 2025 contestando diverse violazioni tra le quali l’assenza di attività e la chiusura dei campi riscontrate in più occasioni e la mancata voltura della fornitura elettrica. La Promo Tennis, dal canto suo, nelle sue memorie difensive aveva rimarcato l’esecuzione degli interventi di riqualificazione; la realizzazione della struttura removibile adibita a spogliatoio e segreteria; la realizzazione e successiva rimozione del campo da padel; l’esistenza di un sistema di videosorveglianza e di accesso remoto; l’effettiva utilizzazione dell’impianto; la riconducibilità di alcune chiusure del 2022 a una diffida comunale e la posizione relativa alle utenze. Argomentazioni che non sono state ritenute sufficienti.
Ad incidere sulla revoca della concessione sarebbero state, stando a quanto illustrato nella relazione del dirigente Alfonso Mercogliano, le spese delle utenze e la mancata intestazione del contratto con l’assunzione dei relativi costi, oltre al mancato pagamento del canone annuo.
Anna Bontempo (Il Centro)















