giovedì, Agosto 27

Grande Vasto: più che un confine amministrativo serve un territorio che torna a dialogare

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Credo che l’idea della “Grande o grandissima Vasto”, intesa come un’unica grande realtà amministrativa, sia oggi un obiettivo molto ambizioso, forse utopico e difficilmente realizzabile nel breve periodo. Le identità, le storie e le autonomie dei nostri comuni sono elementi profondamente radicati e non possono essere superati semplicemente con un progetto istituzionale.
Questo però non significa rinunciare a una visione comune. Anzi, ritengo che oggi sia doveroso costruire una Vasto e una San Salvo attrattori e.funzionali ad un comprensorio dialogante, capace di mettere insieme energie, competenze e strategie sui temi che riguardano il futuro di tutto il territorio.
Ci sono questioni che non possono essere affrontate da un singolo comune: penso alla sanità e al ruolo dell’ospedale, al porto, alle aree industriali, alla valorizzazione dell’entroterra e della costa, al turismo, alla viabilità strategica come Trignina, la Statale 16 e la Fondovalle Treste. Sono queste le vere sfide sulle quali dobbiamo ritrovare una capacità di confronto e programmazione condivisa.
Oggi, peraltro, abbiamo già strumenti che possono favorire questa collaborazione e che dobbiamo utilizzare e rafforzare: l’Associazione dei Comuni, il Patto (ormai defunto), il GAL, la DMC e, più recentemente, le opportunità offerte dalla programmazione regionale attraverso i fondi FSC, che riconoscono il valore di un territorio visto come sistema unico.
La strada non è necessariamente quella di cancellare i confini amministrativi, ma quella di superare i confini mentali. Dobbiamo tornare a ragionare come territorio, perché le infrastrutture, l’economia, il turismo e i servizi non si fermano davanti ai confini di un Comune.
La vera sfida della politica oggi è ricostruire un metodo: ascoltarsi, confrontarsi, condividere obiettivi e lavorare insieme. Prima ancora di immaginare una Grande Vasto, dobbiamo costruire una Grande collaborazione tra i territori.
Il futuro del Vastese dipende dalla nostra capacità di tornare a dialogare.
Daniele Carlucci Sindaco di Scerni

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