
Il dragaggio del Trigno alla foce ha avuto inizio, ma dell’auto di Domenico Racanati, 53 anni di Bisceglie, ingoiato nel vuoto dal crollo del ponte il 2 aprile scorso, non c’è traccia.
A scriverlo, stamane, a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.
” I detriti “, ha detto il sindaco di Montenero, Simona Contucci “saranno spostati in un altro momento. Lo farà l’Anas , si tratta di un’altra procedura”.
Le operazioni di dragaggio sono state affidate dalla Regione Molise alla BCM Service Srl, e l’area è stata interdetta per motivi di sicurezza. La perizia non ha riguardato però il cumulo di detriti accatastati sotto il ponte. Per la famiglia del disperso, convinta che l’auto si trovi sotto la campata del ponte crollato, i tempi dell’attesa si allungano.
” Inizia una nuova battaglia per noi”, ha detto Marisa Racanati la sorella di Domenico. Distrutta la figlia del marittimo, Angelica Racanati.
“Cinque mesi. Cinque mesi di attese, di domande senza risposta, di ricerche, di ipotesi e di silenzi”, scrive la ragazza. “Oggi ci viene detto che non c’è traccia di Domenico né della sua auto nei punti indicati dal magnetometro. E intanto si parla di una nuova struttura, di un collegamento alternativo, di andare avanti come se il problema fosse soltanto quello di ripristinare una strada. No il problema non è risolto . Sotto quel ponte ci sono ancora macerie, ci sono ancora elementi da accertare e soprattutto potrebbe esserci ancora mio padre. Non possiamo accettare che si costruisca un nuovo ponte mentre quello crollato resta lì, sotto sequestro, senza che sia stata data una risposta definitiva alla domanda che da cinque mesi ci distrugge: dov’è Domenico Racanat ?
Chiediamo ancora una volta che il ponte venga rimosso, ma con la massima attenzione, preservando ogni elemento utile agli accertamenti e alla perizia tecnica, perché rimuovere il ponte non deve significare cancellare le prove. Prima di ricostruire, prima di voltare pagina, prima di parlare di collegamenti alternativi, bisogna finire ciò che è stato lasciato in sospeso. Dovete trovare mio padre .Non è una richiesta straordinaria. È il minimo che ci è dovuto. Cinque mesi sono troppi. Ora basta. Non è più accettabile”.
















