
Un ristagno di acque nere dovuto ad un malfunzionamento delle pompe della Sasi. Sarebbe questa la causa che ha fatto scattare l’ordinanza firmata ieri dal sindaco Francesco Menna per motivi igienico-sanitari. Il provvedimento dispone l’interdizione dell’area di Fosso Marino, il canale che sfocia in piena spiaggia, vicino al pontile, attraverso l’apposizione di idonee barriere fisiche e adeguata segnaletica.
E’ scattato dopo la comunicazione del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria, sulla scorta di risultati analitici non conformi. Insomma, a stagione ormai finita arriva l’ordinanza sindacale che non riguarda la balneazione, ma un ristagno di acque nei pressi dell’uscita del canale scatolare in cemento di Fosso Marino, derivante – si legge nell’ordinanza sindacale – da un malfunzionamento delle pompe della Sasi. Tutto parte dalla nota dell’ufficio circondariale marittimo, con la quale il comandante Rossella D’Ettorre dispone una serie di controlli per verificare una segnalazione appresa tramite i social circa la ricomparsa di uno sversamento sull’arenile antistante Fosso Marino.
Il personale della guardia costiera effettua un sopralluogo congiuntamente al personale della Asl (Siesp) e dispone il prelievo di un campione di acqua che viene successivamente analizzato dal laboratorio dell’Arpa (agenzia regionale per l’ambiente). Il sindaco Menna, quale massima autorità sanitaria cittadina, ha quindi firmato l’ordinanza preordinata alla tutela dell’igiene pubblica, disponendo che il servizio manutenzione del Comune “provveda alla delimitazione dell’area fino alla rimozione del ristagno d’acqua”. Si torna a parlare quindi di Fosso Marino dopo un’estate segnata dall’assenza di divieti di balneazione grazie ad un intervento presentato come risolutivo che ha temporaneamente eliminato le cause dell’inquinamento, ma ha fatto discutere. Cioè il convogliamento delle acque di Fosso Marino nella rete fognaria della Sasi per finire nel depuratore di Montenero di Bisaccia, nel vicino Molise.
Un intervento che, in presenza di una portata d’acqua notevolmente ridotta, ha comportato anche la copertura con la sabbia del canale le cui criticità hanno determinato fino allo scorso anno l’apposizione di divieti di balneazione per il superamento dei valori relativi a Escherichia coli, indice di inquinamento da scarichi fognari. Ne è nata una polemica sfociata nella presentazione di un esposto alla Procura di Larino, competente in quanto il depuratore Arap ricade in territorio molisano. E’ stata aperta una inchiesta che si muove sul piano delle autorizzazioni previste dalla normativa in materia di tutela ambientale.
Anna Bontempo (Il Centro)
















