
Lo slogan è “Il Parco è il nostro futuro” e l’obiettivo è far emergere una visione positiva affinchè l’area protetta non venga vista come una minaccia, ma come un’opportunità alla quale il territorio non può rinunciare.
Tra le tante voci contrarie spicca l’iniziativa di Italia Nostra Aps – Consiglio delle sezioni d’Abruzzo – che ha lanciato una petizione on line per sostenere l’istituzione partecipata del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. E c’è anche un appello rivolto agli agricoltori, agli operatori del turismo, agli imprenditori, alle associazioni e a tutti i cittadini che riconoscono nel Parco non una minaccia, ma un’opportunità di valore alla quale il nostro territorio non può rinunciare.
“La Costa dei Trabocchi e Teatina costituisce un patrimonio naturale, paesaggistico, agricolo e culturale di valore nazionale. La sua tutela può diventare anche uno strumento di innovazione, occupazione e sviluppo locale”, si legge nel testo della petizione, “i cambiamenti climatici, l’erosione costiera, il dissesto idrogeologico, il consumo di suolo e la perdita di biodiversità richiedono una visione comune e interventi coordinati”.
L’iniziativa tende a smontare una tesi cavalcata in questi giorni dai comuni interessati alla perimetrazione, secondo i quali il Parco andrebbe a “stravolgere” il territorio. Per Italia Nostra, invece, ci sono dei vantaggi reali. Quali sono? Tutela del paesaggio, delle riserve naturali, dei corsi d’acqua e dei corridoi ecologici; protezione del suolo e delle risorse idriche; sostegno all’agricoltura di qualità, biologica, integrata e agroecologica; promozione dell’assistenza tecnica, della ricerca e della innovazione per gli agricoltori; valorizzazione dei prodotti tipici, dei borghi, dei beni culturali e del turismo sostenibile; aiuto alle comunità per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Da qui la richiesta al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla Regione Abruzzo e agli enti locali interessati di completare il procedimento istitutivo attraverso un confronto pubblico, trasparente e partecipato; oltre a regole chiare e proporzionate alle diverse zone, insieme a misure di sostegno, assistenza tecnica e tempi adeguati per accompagnare le attività agricole ed economiche compatibili.
Anna Bontempo (Il Centro)

















