
Si è costituito ufficialmente il comitato “Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte – Quanto vale una vita?” a Casalbordino.
L’assemblea del 26 settembre, la terza da luglio, ha sancito il varo e la presentazione pubblica del comitato che unisce cittadini, familiari di vittime della “polveriera”, associazioni, sindacati di base e comitati di varie parti d’Italia.
Tra gli intervenuti all’assemblea don Silvio Santovito, parroco di Casalbordino, Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale, Giordano Spoltore, responsabile del sindacato di base FLM Cub e in rappresentanza della Casa del Popolo “La Conviviale” di Vasto, e in video Marcella Stumpo, consigliera comunale di Termoli, Ina Camilli, rappresentante del Comitato Residenti di Colleferro, Giovanni Mancinone, giornalista e scrittore molisano autore del libro “Corpi al macello” sulle morti sul lavoro in cui è capitolo è dedicato allo stabilimento di Casalbordino ex Esplodenti Sabino, Daniela Torto, deputata del Movimento 5 Stelle, e il prof. Giovanni Scarsi, rappresentante di “Chieti Bene Comune”.
Un netto no alla costruzione di armi, di proiettili, ad una fabbrica di morte a Casalbordino, la richiesta a tutte le istituzioni di garantire la sicurezza dei lavoratori e interrompere la strage in contrada Termine, l’inaccettabilità di rischi altissimi per abitazioni, infrastrutture, zone turistiche, per la presenza di uno stabilimento considerato a “rischio incidente rilevante” secondo la classificazione delle direttive europee “Seveso”.
Il comitato “Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte – Quanto vale una vita?” porterà avanti, insieme a tutti i cittadini che vorranno aderire e unendo le forze con altre realtà d’Italia, a livello legale, popolare, ovunque sia possibile.


















