sabato, Ottobre 3

Gita fuori porta alla scoperta dell’Abruzzo misterioso. Morino Vecchio: il borgo fantasma dove il tempo si è fermato

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Ottobre è arrivato, le giornate si accorciano e i boschi iniziano a tingersi dei colori dell’autunno. È il momento perfetto per una gita fuori porta alla scoperta di quei luoghi abruzzesi dove il tempo sembra essersi fermato. Nel cuore della Valle Roveto, tra i boschi della Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo, si trova Morino Vecchio, un antico borgo oggi conosciuto come il “paese fantasma”.

La sua storia cambia per sempre il 13 gennaio 1915, quando il terremoto della Marsica colpisce violentemente la Valle Roveto. Il paese viene distrutto e gli abitanti, invece di ricostruirlo sulla collina, si trasferiscono più a valle, dando vita all’attuale Morino. Le case vengono lentamente abbandonate e la natura comincia a riprendersi strade e piazze.

Oggi passeggiare tra le sue rovine significa incontrare ciò che resta di una comunità: antiche abitazioni, il fontanile, la vecchia Porta Cerrito e soprattutto il campanile di Santa Maria Bambina, rimasto in piedi tra le macerie. È impossibile non pensare alle parole di Ignazio Silone e al pastore di Fontamara, rimasto «alla guardia di un gregge di pecore fuggito in una fredda mattina di gennaio del 1915».

A Morino Vecchio quell’immagine sembra prendere vita: il campanile è ancora lì, come un silenzioso pastore che continua a vegliare sul paese, mentre le persone che un tempo ascoltavano le sue campane hanno dovuto lasciare quelle case per sempre.

Forse è proprio questo il vero mistero di Morino Vecchio: in questo luogo non ci sono fantasmi, solo un silenzio ha preso il posto delle voci. Basta camminare tra le pietre e lasciare che siano loro a raccontare chi abitava quelle case.

La visita può proseguire nella Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo, tra sentieri, boschi e la spettacolare cascata dello Schioppo. E in autunno, dopo la passeggiata, non può mancare un assaggio alle roscette, le castagne della Valle Roveto tradizionalmente cotte al fuoco del camino con finocchio selvatico.

Se avrete voglia di perdervi tra le rovine di questo antico borgo, scegliete una giornata d’autunno: quando la nebbia scende tra gli alberi e il campanile emerge dalle foglie, Morino Vecchio sembra quasi tornare a vivere.

Alla prossima tappa… l’Abruzzo ha ancora molte storie da raccontare.

Laura Del Casale

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