
Ieri eravamo in tanti e tante a Palazzo d’Avalos – Meraviglia d’Abruzzo, per la presentazione di “Corpi al macello – Il silenzio dei morti sul lavoro e la sofferenza dei superstiti” di Giovanni Mancinone, promossa dall’Associazione Abruzzo progressista – 25 Aprile insieme alla Cgil Chieti.
Una partecipazione importante che dimostra quanto sia necessario continuare a parlare di morti sul lavoro non come di una tragica fatalità, ma come di una questione politica, sociale e di civiltà.
Il libro di Mancinone racconta tredici storie di lavoratrici e lavoratori che non sono più tornati a casa. Tredici vite che rischierebbero di diventare soltanto numeri, se non ci fosse qualcuno come l’autore disposto a raccontarle, a restituire loro un volto, una storia e una famiglia.
È proprio da qui che siamo partiti. In Italia continuiamo ad avere numeri inaccettabili di persone che perdono la vita mentre lavorano, nonostante un sistema di norme e obblighi in materia di prevenzione. Per questo non basta approvare buone leggi, servono controlli efficaci, personale adeguato, formazione e una responsabilità condivisa lungo tutta la filiera, dagli appalti ai subappalti.
Quando le stesse dinamiche di rischio si ripetono e gli incidenti continuano a verificarsi, non possiamo limitarci a parlare di fatalità, dobbiamo parlare di responsabilità.
Nel corso della serata abbiamo affrontato anche una vicenda che riguarda direttamente il nostro territorio, quella della ex Esplodenti Sabino, la cosiddetta polveriera di Casalbordino, segnata negli anni da diverse esplosioni costate la vita a sette lavoratori.
Nel libro è raccolta anche la testimonianza del compagno Emilio Di Cola, sindacalista della FILCTEM CGIL recentemente scomparso, che conosceva profondamente quella realtà e restituisce il dolore e lo sgomento di chi, per anni, si è impegnato con forza per la tutela dei diritti e si è trovato davanti a quelle drammatiche conseguenze.
Da qui è nata una riflessione più ampia sul futuro dello stabilimento e sul passaggio ad Arca Defense, sulle procedure e sui controlli, ma soprattutto sul modello di sviluppo che vogliamo per il nostro territorio.
Paola de Camillis è intervenuta in rappresentanza del Comitato “Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte”, portando nel confronto le preoccupazioni e le domande di una parte della comunità sul rapporto tra occupazione, sicurezza, ambiente e nuove produzioni legate alla difesa militare, che rischiano di mantenere una fabbrica di morte a pochi metri dal costituendo Parco della Costa Teatina e dalla Via Verde Costa dei Trabocchi.
Sono domande che meritano ascolto e confronto pubblico. Perché decidere quale sviluppo perseguire, quali attività insediare e quali garanzie chiedere per la tutela delle persone e dei territori è, prima di tutto, una scelta politica.
La sicurezza non può diventare una priorità soltanto dopo che qualcuno ha perso la vita e, per questo, servono urgentemente nuove politiche industriali capaci di mettere al centro la qualità del lavoro e della vita affinché chiunque esca di casa per andare a lavorare abbiamo il diritto di poterci tornare.
Grazie Giovanni per ver scritto “Corpi al macello” e grazie a tutti coloro che sono intervenuti: Nicola Della Gatta, Franco Spina, Francesco del Viscio e Paola de Camills.
E grazie a chi ha partecipato con grande coinvolgimento.
Paola Cianci
Assessore Comune di Vasto





















