
I conti non tornano. Crescono i costi di produzione, aumenta il prezzo pagato dai consumatori, ma troppo spesso diminuisce il valore riconosciuto agli agricoltori.
CIA-Agricoltori Italiani avvia una mobilitazione nazionale davanti a Montecitorio con sei giornate di presidio, dal 13 al 15 e dal 20 al 22 ottobre, che vedranno arrivare a Roma centinaia di agricoltori da tutta Italia.
«La situazione è assolutamente insostenibile per il futuro delle aziende agricole – dichiara Nicola Sichetti, presidente CIA Abruzzo – I costi di produzione sono aumentati in modo sproporzionato, mentre il calo dei prezzi e le importazioni selvagge che caratterizzano il mercato ormai da oltre un anno stanno mettendo ulteriormente in difficoltà le imprese».
Al centro della mobilitazione nazionale ci sono il caro energia e carburanti, la formazione dei prezzi lungo la filiera, il crescente divario tra quanto viene riconosciuto alla produzione e quanto viene pagato dal consumatore, insieme alle prospettive della Politica agricola comune europea.
«Non possiamo rimanere fermi – prosegue il presidente – dobbiamo difendere le aziende agricole e il loro futuro. Da mesi portiamo avanti iniziative e mobilitazioni, consapevoli che non esistono soluzioni miracolose, ma attraverso questa mobilitazione vogliamo dare un segnale ancora più forte e diretto alla politica nazionale, portando all’attenzione delle istituzioni lo stato di un comparto agricolo che è ormai diventato insostenibile».
Una situazione resa ancora più pesante dall’aumento dei costi necessari per produrre: carburanti, energia, fertilizzanti, mezzi tecnici, manodopera e gestione dell’acqua incidono sui bilanci delle imprese e riducono progressivamente la capacità di investimento.
«Ci auguriamo che la politica dimostri sensibilità e intervenga concretamente per individuare soluzioni a sostegno delle imprese, a partire dal rafforzamento di strumenti come il credito d’imposta e i bonus, con l’obiettivo di alleggerire i costi di produzione. Parteciperemo anche alla mobilitazione nazionale, con l’obiettivo di dare la massima visibilità alla situazione dell’agricoltura e ottenere risposte concrete e interventi che possano produrre effetti nel medio periodo».
Per Sichetti la mobilitazione però, non si fermerà alla manifestazione nazionale. «Noi non ci fermeremo: continueremo con manifestazioni e iniziative di protesta, anche a livello regionale, coinvolgendo il Governo e chiedendo interventi concreti a sostegno del settore. Perché, se non interveniamo subito, rischiamo di assistere alla chiusura di molte aziende agricole. E questo è inaccettabile».
CIA – Agricoltori Italiani Abruzzo

















