venerdì, Ottobre 9

I giudici di Chieti sulla morte di Elisabetta Gonnella: un decesso che si poteva evitare

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La morte di Elisabetta Gonnella, 48 anni di Vasto, poteva essere evitata ed è arrivata dopo un lungo calvario e procedure mediche che andavano evitate.

I giudici del tribunale di Chieti hanno reso note le motivazioni che hanno portato tre mesi fa alla condanna di 4 medici, due del nosocomio vastese (a sei mesi ) e due in servizio ad Ortona ( 4 mesi ) più il risarcimento alle parti civili.

I giudici, in un dossier di 36 pagine in cui viene ripercorso il calvario della paziente, hanno spiegato che si è trattato della logica conclusione raggiunta dopo aver preso visione delle risultanze scientifiche dei periti da ritenersi condivisibili in quanto fondate su un’analitica disamina della documentazione clinica della paziente deceduta. La morte risale al 2018. La donna, ricoverata in un primo momento a Vasto, era arrivata all’ospedale Renzetti di Lanciano da Ortona quando ormai le sue condizioni erano disperate. I medici di Vasto sono stati condannati per non aver informato a dovere i colleghi di Ortona, i secondi per aver sottoposto la paziente ad una pratica assolutamente vietata per le sue condizioni e risultata poi letale. I famigliari costituitisi parte civile assistiti dagli avvocati Stefania Pezzullo , Nicola Molino ( difensori del compagno e dello zio della donna) e Cristiana Valentini (legale del fratello di Elisabetta), hanno deciso di devolvere la somma che otterranno come risarcimento in beneficienza ad una struttura che sarà intitolata ad Elisabetta Gonnella.

Paola Calvano

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