
La disponibilità a raggiungere un accordo c’è, ma manca il parere dell’assemblea dei sindaci dove, per ben due volte, è venuto a mancare il numero legale. Ha subito una battuta d’arresto la transazione tra il comune di San Salvo ed il Civeta di Cupello per la definizione di una controversia pendente dal 2014.
L’amministrazione comunale guidata da Emanuela De Nicolis ha messo da tempo nero su bianco, dichiarandosi disponibile a chiudere il decennale contenzioso con un versamento di 50mila euro – a fronte di una somma iniziale pari a 636.986 euro – in favore del Consorzio che gestisce l’impianto di riciclaggio e di compostaggio di Valle Cena a Cupello.
I termini della transazione sono stabiliti in una delibera con cui l’esecutivo esprime un indirizzo favorevole alla definizione transattiva. Tuttavia la volontà di chiudere il contenzioso con un accordo si sta scontrando con la posizione assunta da alcuni sindaci nell’assemblea del Civeta del 29 settembre scorso.
“I comuni di Vasto e di Casalbordino hanno fatto mancare il numero legale”, riferisce contrariata De Nicolis, “in particolare il sindaco di Vasto, Francesco Menna ha deciso di investire della questione il suo ufficio legale che ha rimesso un parere contrario alla transazione, nonostante la proposta conciliativa del giudice e le disponibilità del Civeta e del comune di San Salvo”.
Per la De Nicolis la questione “assume un significato ancora più rilevante considerando che Vasto è amministrata dal Presidente della Provincia di Chieti, dal quale sarebbe lecito attendersi, proprio per il ruolo istituzionale ricoperto, un particolare senso di responsabilità e unione, attenzione al confronto tra gli enti e al regolare funzionamento degli organismi chiamati ad assumere decisioni che riguardano l’intero territorio”.
“Sul merito si può essere favorevoli o contrari”, aggiunge la sindaca di San Salvo, “se il comune di Vasto ritiene sbagliata la proposta conciliativa del Tribunale, avrebbe potuto partecipare all’assemblea, rappresentare in quella sede le proprie ragioni e votare contro e, soprattutto, permettere anche agli altri comuni di esprimere il proprio voto. Questo sarebbe stato un confronto politico e istituzionale trasparente”, conclude De Nicolis.
Il contenzioso, come dicevamo, è attivo dal 2014 ma l’atto di citazione con cui il Civeta chiedeva il pagamento della somma complessiva pari a 636.986 euro oltre interessi successivi al 2015 e spese legali, è stato notificato il 30 ottobre 2024. A quel punto il Comune decideva di resistere nel giudizio promosso dal Consorzio di Cupello e conferiva incarico legale all’avvocato Donatella Aquilano. Nel corso delle successive udienze lo stesso giudice del Tribunale, Elena Faleschini, ha proposto un accordo bonario.
Anna Bontempo (Il Centro)

















