mercoledì, Ottobre 28

Ponte sul Trigno, il caso Racanati va in Senato e la famiglia fa l’ennesimo appello

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Il primo parlamentare ad indignarsi per il mancato recupero del corpo di Domenico Racanati, 53 anni il marittimo pugliese sepolto dal 2 aprile sotto le macerie del ponte Trigno, era stato il senatore Pd Francesco Boccia. A lui si sono uniti i senatori Luca Pirondini, Peppe De Cristofaro e Raffaella Paita. I quattro parlamentari hanno sollecitato risposte sull’attuale stato delle operazioni di ricerca di Domenico Racanati chiedendo quali mezzi e risorse siano indirizzati al suo ritrovamento e se i ministeri di competenza intendano adottare misure urgenti finalizzate alla rimozione delle campate del viadotto crollato. La richiesta è stata inoltrata ai ministri dei Trasporti e delle Infrastrutture e al collega della Protezione civile e politiche del mare, Matteo Salvini e Nello Musumeci.

Stamane, a riportare la notizia, a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.

“Il perito di Vasto – scrive la collega Calvano –  Stefano Moretti torna ad offrire la propria consulenza per indicare il punto esatto in cui in base ai suoi studi dovrebbe trovarsi l’auto di Racanati con dentro il corpo del suo conducente. Ma la sua disponibilità non viene presa in considerazione. Purtroppo le ultime notizie sono sconfortanti. Le promesse di Salvini sono state smentite e la ricostruzione del ponte non arriverà entro il 2026. La realizzazione della bretella è slittata all’estate 2027.”

Il Comitato civico ” Ridateci il ponte “ ha denunciato l’assenza di date certe e chiesto un osservatorio civico permanente. Intanto la famiglia Racanati si sente abbandonata e con l’approssimarsi della ricorrenza dei defunti la mancanza di Domenico diventa sofferenza. Mentre tutti potranno portare un fiore sulla tomba dei loro cari , la moglie, la figlia e i fratelli di Domenico Racanati non potranno fare neppure questo. Loro si preparano a tornare sul ponte di Montenero come fanno ormai settimanalmente da più di sei mesi.

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