martedì, Novembre 3

Canoni consortili, a Fresagrandinaria scatta la protesta. Le aziende: “Richieste di pagamento non dovute”

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Cartelle di pagamento, in alcuni casi dell’importo di migliaia di euro, alle aziende della zona industriale, ma le richieste notificate tramite la Soget,  vengono contestate dalle attività produttive le quali ritengono di non dover versare nulla per i canoni consortili.

Il caso che sta facendo discutere non poco a Fresagrandinaria,  è destinato a finire in consiglio comunale per via di una interrogazione presentata dall’ex sindaco Giovanni Di Stefano, oggi consigliere di minoranza. Alla base dell’iniziativa ci sono diverse sentenze del Tar e del Consiglio di Stato secondo le quali la zona industriale di Fresagrandinaria è da ritenersi fuori da qualsiasi richiesta di oneri consortili da parte dell’ex Consorzio per lo sviluppo industriale, oggi Arap.

Della controversa questione si parlerà giovedì prossimo nel corso di un incontro che si terrà in Comune con i vertici dell’azienda regionale delle attività produttive. 

Nel frattempo Di Stefano chiama in causa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Lino Giangiacomo e chiede “quali iniziative intenda intraprendere per contestare le richieste di  pagamento del canone consortile relative all’anno 2026, avanzate nei confronti delle aziende”. E se l’amministrazione intenda attivarsi nei confronti dell’Arap per verificare i presupposti giuridici di tali richieste che vengono definite senza mezzi termini “pretestuose”. 

Per l’ex sindaco – che chiede la convocazione di un consiglio comunale aperto al pubblico e con la partecipazione dei sindaci del territorio – bisogna mettere in campo delle azioni per tutelare le imprese locali ed evitare che siano costrette a sostenere oneri economici non dovuti “in quanto non ricevono nessun servizio da Arap”.

Nella interrogazione Di Stefano ricorda le principali tappe del contenzioso ed in particolare  la delibera di consiglio comunale del 30 settembre 2011 in cui veniva manifestata la volontà di uscire dall’allora Consorzio Industriale (Coasiv), con la motivazione che l’ente consortile nel corso degli anni non aveva svolto un’efficace azione finalizzata  allo sviluppo dell’area industriale di Fresagrandinaria, ma al contrario, attraverso la richiesta di oneri economici, senza prestare nessun servizio aveva gravato sulle attività delle aziende operanti sul territorio.

Quella delibera venne impugnata  dal Coasiv davanti al Tar Abruzzo. Il tribunale amministrativo regionale un anno dopo respinse il ricorso dell’ente consortile. Successivamente il Consorzio proponeva un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato che, al pari del primo, veniva respinto. Ed è proprio sulla scorta di quelle sentenze che le aziende ritengono di non dover versare i canoni consortili. Negli anni successivi a Fresagrandinaria sono stati realizzati nuovi opifici ed ampliato quelli esistenti. 

Anna Bontempo (Il Centro)

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