L’avevamo detto, l’abbiamo detto e lo affermiamo ancora con forza: il dissesto idrogeologico va gestito con intelligenza, non (solo) con il cemento. Nella foto riportata da ilnuovoonline.it il 1 aprile, nell’ambito di un breve articolo sulle conseguenze delle recenti abbondanti piogge a Vasto, è evidente un consistente scivolamento di terreno fangoso dal margine superiore ai piedi della scarpata di via San Michele, a ridosso di alcuni edifici (foto 1). Ebbene, quello è proprio il punto in cui più di vent’anni fa, nel corso dei lavori di costruzione degli edifici più recenti, il pozzo dell’Acquedotto romano delle Luci denominato A.46, ed un tratto del sottostante condotto sono stati riempiti con calcinacci e rottami edili, tra i quali figurano evidenti pezzi di asfalto, come è po...