Riflessione di don Domenico Spagnoli nella ricorrenza del “Te Deum” 2025
Abbiamo ascoltato questo pomeriggio i 365 tocchi del campanone di Santa Maria che annunciavano alla città la solenne celebrazione del Te Deum. I segni del passato vorrebbero ancora parlare all’uomo di oggi. La campana, con la sua nota, convoca, richiama, scandisce un tempo per ricordare che non tutti i giorni sono uguali. Si avvicina un tempo da celebrare. La Messa, l’adorazione, la predicazione e il canto del Te Deum sottolineano un evento. Dalla storia sappiamo che questa funzione originariamente consisteva nel solenne canto dell’inno di ringraziamento per il ritorno nel 1707 del marchese don Cesare Michelangelo d’Avalos nei suoi feudi dopo sette anni di esilio a Vienna. A partire dal 1792 però si incentivò una cerimonia più articolata con l’aggiunta della predica voluta dal benefattore ...





