venerdì, Gennaio 2

Una vita salvata nei primi giorni. Una storia di successo per la nostra sanità

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Ci sono storie che vanno oltre i numeri, le statistiche e le polemiche. Storie che ricordano a tutti noi perché la sanità pubblica è un presidio fondamentale di civiltà. La vicenda del neonato affetto da atrofia muscolare spinale (SMA), diagnosticato precocemente e trattato con terapia genica per la prima volta in Abruzzo, è una di queste.

Il percorso clinico è iniziato presso il punto nascite e il reparto di Ginecologia dell’ospedale di Vasto, dove una mamma residente in Molise ha scelto di partorire, confermando come questo presidio rappresenti un riferimento sanitario non solo per il Vastese, ma per un’area territoriale più ampia che comprende anche regioni limitrofe.

Questa è una storia che emoziona profondamente. È il risultato del lavoro del nostro nosocomio, della ASL e dell’intero sistema sanitario regionale. È la dimostrazione che, quando la prevenzione funziona e i professionisti sono messi nelle condizioni di operare, la sanità pubblica è in grado di offrire risposte efficaci e di altissimo livello, anche nelle situazioni più delicate.

La terapia genica utilizzata per il trattamento del neonato ha avuto un costo superiore al milione di euro, a conferma dell’elevato livello di innovazione e dell’impegno messo in campo dal sistema sanitario regionale.

Proprio per questo è risultato determinante lo screening neonatale esteso, che la Regione Abruzzo ha reso disponibile e obbligatorio per tutti i neonati, attraverso una semplice e indolore puntura sulla pianta del piede effettuata poche ore dopo la nascita.
Un percorso di prevenzione che, per questo genere di malattie, non risulta attualmente attivo in altre regioni, come ad esempio in quelle limitrofe, e che dimostra quanto una diagnosi tempestiva possa incidere in modo decisivo sulle possibilità di cura.

Dietro questo risultato non ci sono solo tecnologie e protocolli, ma persone, competenze, attenzione e umanità. Un sistema che, in questo caso, ha funzionato nel modo migliore possibile, mettendo al centro il neonato e la sua famiglia.

Questo episodio conferma il valore strategico del punto nascite di Vasto e dell’intera rete sanitaria regionale, capaci di offrire risposte altamente specialistiche anche a cittadini provenienti da altre regioni. Allo stesso tempo, non cancella le difficoltà che il sistema sanitario affronta quotidianamente, ma indica con chiarezza la direzione da seguire: investire nella prevenzione, nell’innovazione e nella qualità dei servizi.

Un ringraziamento sentito va al Direttore Generale Mauro Palmieri, al Direttore Sanitario Raffaele Di Nardo, a tutta l’équipe medica e al personale sanitario coinvolto, per la professionalità, la dedizione e l’umanità dimostrate in un percorso clinico di grande complessità.

Francesco Prospero

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