
Presso la palestra della Scuola Secondaria di Primo Grado Raffaele Paolucci di Vasto, si è svolta recentemente una lezione di Educazione Fisica che va ben oltre il semplice sport. Sotto la guida della Prof.ssa Giovanna Di Florio, gli alunni della classe 2G hanno sperimentato un percorso didattico innovativo, strutturato dalla Prof.ssa Donatella Di Fonzo con il supporto prezioso del Prof. Domenico D’Annunzio e della Prof.ssa Martina Petti.
Perché questa lezione è stata definita “speciale”? Il progetto si basa su un principio scientifico e pedagogico fondamentale: il corpo è il prerequisito essenziale per ogni tipo di apprendimento, inclusi quelli strettamente accademici come la letto-scrittura.
Attraverso l’uso di strumenti semplici ma simbolicamente potenti — come la “funicella” utilizzata per delimitare il proprio “Porto Sicuro” — i ragazzi hanno lavorato intensamente sulla propria consapevolezza spaziale, imparando a definire i confini tra sé e l’ambiente circostante.
La lezione ha affrontato il passaggio cruciale dal “caos” del movimento libero all'”analisi” metodica dello spazio. Un momento particolarmente suggestivo dell’attività è stato l’esercizio del ritorno al proprio cerchio ad occhi chiusi: una vera sfida di memoria motoria e fiducia in se stessi. Questa attività ha coinvolto l’intera classe in un clima di profonda inclusione, dimostrando come la percezione di sé sia la base per la relazione con gli altri.
L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro: fornire a ogni studente, nessuno escluso, le coordinate corporee necessarie per navigare non solo lo spazio fisico della palestra, ma anche quello simbolico della pagina scritta e le sfide della vita quotidiana.
Questa “buona pratica” conferma ancora una volta l’impegno costante della scuola per una didattica d’avanguardia e inclusiva, attenta ai bisogni formativi globali dei ragazzi.















