martedì, Marzo 10

San Salvo, in tanti per il sì al referendum sulla giustizia

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Ha invitato a recarsi alle urne e a votare in maniera convinta e consapevole sì al referendum sulla giustizia l’ex magistrato Antonio Di Pietro che ha partecipato all’affollato incontro al Trabocco Diamante di San Salvo Marina organizzato dal COMITATO REFERENDARIO DEL VASTESE – SÌ RIFORMA.

“Sono cinquant’anni che frequento i tribunali – ha affermato Di Pietro – e quando entri in un’aula di giustizia ho ben capito che chi ti deve giudicare ha percorso la stessa carriera del pubblico ministero. Questa riforma divide le carriere dell’uno e dell’altro riaffermando il principio di terzietà del giudice. Non date retta a chi dice che questa riforma riduce il potere della magistratura e che la pone sotto il potere dell’esecutivo. E’ falso”.

Ha aperto i lavori l’assessore regionale Tiziana Magnacca che ha invitato ad affidarsi alla giustizia in assoluta serenità per un referendum di civiltà che vuol restituire diritti ai cittadini che non inciderà in alcun modo sull’autonomia e indipendenza della magistratura e che sia più moderna e più responsabile. 

Nel suo saluto il sindaco di San Salvo Emanuela De Nicolis ha spiegato come l’appuntamento referendario del 22 e 23 marzo sia un momento di alta partecipazione attiva.

Paolo Gatti, presidente della Commissione permanente Salute e Politiche Sociali del Consiglio regionale dell’Abruzzo, ha spiegato che questa campagna referendaria impostata sui temi della riforma della giustizia ha invece ha assunto una connotazione politica pro o contro il governo nazionale che nulla ha a che vedere con quanto si sta cercando di far credere ma che produrrà solo effetti sulla organizzazione interna e sui meccanismi di autogoverno della magistratura.

L’avvocato Giovanni di Santo, coordinatore del Comitato del Vastese “Si Riforma”, ha sottolineato come ci sia disinformazione o vengano fornite informazioni distorte di una riforma che non è contro i giudici per una giustizia che sia più efficiente e libera dai condizionamenti. Riforma che consentirà la riforma delle carriere tra chi giudica e chi accusa e che sottrarrà questo potere al sistema correntizio del Csm dove a chi ne avrà titolo sarà sorteggiato nel rapporto di due terzi tra i giudici togati e un terzo dal Parlamento come tra l’altro prevede la Costituzione all’articolo 104. Due Csm, uno per la magistratura inquirente e uno per quella giudicante senza chiedere il voto o scelti dai partiti per esercitare il loro ruolo liberamente.

I cittadini si sentiranno più garantiti ha commentato l’avvocato Fiorenzo Cieri, componente del Comitato Camere Penali per il Si, che ha spiegato come per ingiusta detenzione lo Stato sia costretto ogni anno a pagare risarcimenti per un costo compreso tra i 35 e 50 milioni di euro. Con la riforma verrà costituita l’alta corte disciplinare, sempre estratti, per giudicare finalmente con un organismo terzo i magistrati che molte volte per palese negligenza non hanno subito alcuna conseguenza.  

I valori sono stati moderati dall’avvocato Cinzia Breda evidenziando come questo incontro fosse un momento di confronto e di informazione a beneficio dei cittadini che diventano protagonisti di una scelta democratica come il ricorso al voto referendario.

Molto intenso del contributo video proposto per le ragioni del sì attraverso le parole dei magistrati Giovanni Falcone, Luigi De Magistris, Monica Marchionni e del giurista e giudice costituzionale Sabino Cassese che hanno commentato la necessità della riforma della giustizia e della separazione delle carriere.

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