
Il crollo del ponte sul fiume Trigno ha lasciato senza parole i pendolari che solo pochi giorni fa avevano esultato per la conclusione dei lavori di sistemazione del viadotto. Per settimane su quel ponte le auto hanno circolato a senso unico alternato . L’Anas da poco aveva terminato i lavori di pavimentazione , impermeabilizzazione delle solette e installazione di nuovi giunti di dilatazione. La segnaletica appena ridisegnata racconta che l’opera era stata riconsegnata di recente. Purtroppo a cedere non è stato l’asfalto ma i pilastri di cemento che sorreggevano la struttura. Sono crollati facendo sprofondare la carreggiata .
Il ponte sul fiume Trigno è un’arteria storica . Realizzata in un primo tempo in mattoni era poi stato rifatto in cemento . La sua inaugurazione avvenne nel 1965 dopo un brutto incidente sulla vecchia strada che conduceva in Molise al bivio per San Salvo , costata la vita a 5 persone.
” Per i residenti quello fu un giorno importante . Quel ponte accorciava sensibilmente i tempi di percorrenza da Vasto a Termoli e viceversa ” , ricorda il consigliere comunale Peppino Forte.
Da 60 anni il ponte ha consentito un interscambio fra Abruzzo e Molise . Tantissimi i pendolari che dal Vastese raggiungono le industrie di Termoli e viceversa i residenti del Molise che arrivano a San Salvo e Vasto . Il crollo ha provocato non poche polemiche.
” Abbiamo al governo chi invece di curare, fare manutenzione e sanare quello che già c’è nel territorio pensa a fare il ponte sullo Stretto”, ha protestato in una nota Antonio Turdò presidente dell’associazione Pro Trignina.
A detta dei residenti la furia del Trigno poteva essere prevista dal momento che già ventitrè anni fa lo stesso fiume aveva fatto crollare un altro ponte che collega Montenero a San Salvo. Ci vollero 3 milioni e 500mila euro divisi fra le Province di Chieti e Campobasso per realizzare la nuova opera inaugurata nel 2006 dall’allora presidente provinciale Rocco Coletti e dal collega molisano D’Ascanio. E altri grossi danni il Trigno ne procurò anche ad un altro ponte sulla Trignina rifatto in tempi record grazie all’intervento dell’allora ministro Antonio Di Pietro.
La domanda che tutti si pongono ora è : era possibile prevedere il cedimento dei pilastri? Al momento nessuno se la sente di dare una risposta .Occorrerà aspettare che il Trigno torni a livelli regolari per poter esaminare la struttura che ha ceduto e chiarire i dubbi. Risposte che sono attese anche dalla Procura di Larino che ha aperto un’inchiesta per crollo colposo.
Paola Calvano















