
Dai piani d’area (denominati Istoniense, S. Antonio Abate e via del Porto) con nuovi edifici per migliaia di abitanti con relative strutture commerciali, alla collina di Montevecchio dove, nonostante le criticità di tipo idrogeologico, è previsto un imponente piano edilizio di tipo turistico che prevede la realizzazione di diverse palazzine per un consumo di suolo minimo di 1,8 ettari.
Vasto diventa un caso emblematico di “corsa forsennata all’edilizia e al consumo di suolo” nel dossier elaborato da due associazioni – Forum H20 e Forum ambientalista – e reso noto ieri. Si chiama “Vasto cemento” il documento che descrive minuziosamente i procedimenti amministrativi avviati nell’ultimo anno per piani edilizi che “se realizzati, comporterebbero un consumo di suolo pari ad almeno 72 ettari, equivalenti a 100 campi di calcio. Tutto questo in una città dove il consumo di suolo è al 14,9%, cioè tre volte la media regionale e oltre due volte quella nazionale.
IL DOSSIER – Le due associazioni in queste settimane hanno analizzato la documentazione di 12 nuovi piani edilizi nel comune di Vasto per i quali dal 2025 è stata avviata la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (Vas), in quanto il piano regolatore non vi fu assoggettato a suo tempo.
Nel dossier è riportata una tabella riassuntiva con tutti gli interventi e i principali parametri, con una scheda sintetica descrittiva e con immagini significative per ciascuno.
“Vasto è un caso paradigmatico del disastro edilizio che si sta completando lungo la costa abruzzese”, sostengono Forum H20 e Forum ambientale, “con il dossier dimostriamo carte alla mano che nell’ultimo anno, solo in questo comune, sono stati avviati procedimenti amministrativi per piani edilizi che se realizzati comporterebbero un consumo di suolo pari ad almeno 72 ettari, equivalenti a 100 campi di calcio. Terreni dove oggi ci sono oliveti e piante. Il tutto in un contesto estremamente vulnerabile al rischio idrogeologico e dove già ora si registra un consumo di suolo del 14,9% dell’intero territorio comunale. Vasto è la punta dell’iceberg di una miriade di nuovi interventi edilizi pesanti previsti lungo la costa abruzzese”, annotano le due associazioni, che rimarcano come alcuni di questi riguardino aree di rilevante valore naturalistico e paesaggistico: dalla riserva di Punta Aderci fino all’ambito costiero a sud del porto, lungo la Via Verde, dove ad esempio il comune prevede un consumo di suolo di oltre 6 ettari in diversi interventi per consentire la realizzazione di parcheggi e strutture per la ristorazione (e similari). Anche a Marina di Vasto, in un lotto contiguo al sito Natura2000 e alla riserva naturale regionale si prevede la realizzazione di ulteriori palazzine per un complesso turistico”.
PIANI D’AREA – Sono tre (Istoniense, Sant’Antonio Abate e via Del Porto) che prevedono nuovi edifici per migliaia di abitanti, con relative strutture commerciali. Sono in tutto ben 31 comparti edilizi che saranno responsabili – stando a quanto si legge nel dossier – di un consumo di suolo fino a 57 ettari. Oggi molti di questi terreni ospitano magnifici oliveti. Anche la collina di Montevecchio, che ha importanti criticità di tipo idrogeologico, non viene risparmiata, con un imponente piano edilizio di tipo turistico che prevede la realizzazione di diverse palazzine per un consumo di suolo minimo di 1,8 ettari. Con i tre piani d’area e l’intervento edilizio a Montevecchio si aggiungono edifici pari a 5.822 nuovi abitanti.
CASE VUOTE – “Secondo i dati Istat a Vasto si registrano 9mila abitazioni non utilizzate”, ricordano Forum H20 e Forum ambientale, “ e a fronte di un limitato aumento della popolazione che si è sostanzialmente stabilizzata dopo il boom avvenuto nel primo decennio del secolo. Nonostante ciò gli amministratori continuano a promuovere consumo di suolo, ad avere “fame di cemento”, addirittura diffondendo notizie non veritiere o fuorvianti per difendere progetti privati. E’ il caso del cosiddetto Eco Resort di Vasto per il quale diversi amministratori pubblici con ruoli centrali hanno sostenuto che l’intervento ricade all’esterno della Riserva, invece è il contrario”.
Anna Bontempo (Il Centro)
in foto Via Del Porto















