lunedì, Aprile 20

Gli abruzzesi della grande storia, quarta puntata: Giulio Mazzarino, “re” di Francia”

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Continua il nostro viaggio tra i famosi personaggi abruzzesi che sono entrati nella grande storia nazionale e internazionale. Oggi parliamo del cardinale Mazzarino. 

Origini e formazione

Giulio Mazzarino nacque il 14 luglio 1602 a Pescina, in provincia Dell’Aquila lo stesso piccolo paese che darà i natali a Ignazio Silone, da una famiglia di origini siciliane. Studiò presso il Collegio Romano dei Gesuiti, dove ricevette una solida formazione umanistica e giuridica. Iniziò la sua carriera come diplomatico al servizio della Santa Sede, distinguendosi per abilità negoziali, intelligenza politica e grande capacità oratoria.

L’ascesa politica

La svolta nella sua carriera avvenne quando entrò in contatto con il cardinale Richelieu, primo ministro di Luigi XIII. Richelieu ne intuì il talento e lo introdusse nella politica francese. Alla morte di Richelieu (1642) e, poco dopo, di Luigi XIII (1643), Mazzarino divenne primo ministro e  principale consigliere della reggente Anna d’Austria, madre del piccolo Luigi XIV che alla morte del padre aveva appena cinque anni. Carica che mantenne per 19 anni, fino alla morte. Da quel momento, Mazzarino divenne di fatto re di Francia e guidò la politica francese in un periodo complesso, segnato da guerre, tensioni sociali e conflitti interni.

La Fronda e il rafforzamento dello Stato

Uno dei momenti più difficili del suo governo fu la Fronda (1648–1653), una serie di rivolte guidate da nobili, parlamenti e fazioni popolari contro il potere centrale nell’ottica di una limitazione del potere monarchico come era appena avvenuto in Inghilterra. Mazzarino, spesso odiato perché straniero e accusato di arricchirsi a spese dello Stato, fu costretto più volte all’esilio temporaneo. Nonostante ciò, riuscì a sconfiggere l’opposizione e a rafforzare l’autorità monarchica. La repressione della Fronda segnò un passaggio fondamentale verso l’assolutismo: dopo questi eventi, la nobiltà francese perse gran parte del suo potere politico.

Politica estera e Pace di Vestfalia

Sul piano internazionale, Mazzarino proseguì la linea di Richelieu, mirando a indebolire gli Asburgo. Ebbe un ruolo centrale nei negoziati che portarono alla Pace di Vestfalia (1648), che pose fine alla Guerra dei Trent’anni. Grazie a questi accordi, la Francia uscì notevolmente rafforzata, affermandosi come una delle principali potenze europee.

Mecenatismo e ultimi anni

Mazzarino fu anche un grande mecenate. Collezionò opere d’arte, libri e manoscritti, dando origine a una delle più importanti biblioteche d’Europa, che divenne poi la Bibliothèque Mazarine, ancora oggi esistente a Parigi.

Morì il 9 marzo 1661. Poco dopo la sua morte, Luigi XIV decise di governare senza primo ministro, applicando direttamente molti dei principi politici appresi proprio da Mazzarino.

Eredità storica

Giulio Mazzarino fu una figura controversa ma fondamentale. Abile stratega, raffinato diplomatico e uomo di grande cultura, pose le basi politiche e amministrative su cui si costruì il regno assoluto di Luigi XIV. La sua opera segnò profondamente la storia della Francia e dell’Europa moderna.

Laura Del Casale

 

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