
Una mappatura della spiaggia per verificare la scarsità della risorsa naturale. E’ la finalità del procedimento amministrativo avviato dal Comune di Vasto – primo in Abruzzo secondo il sindacato di categoria – dopo la richiesta di 15 imprese balneari e la successiva diffida ad adempiere. In pratica gli uffici del settore demanio marittimo dovranno effettuare una ricognizione sul litorale entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento all’albo pretorio on line avvenuta il 14 aprile scorso.
Tutti i soggetti interessati possono presentare memorie scritte e documenti, formulare osservazioni e contributi istruttori entro trenta giorni. Il responsabile del procedimento è il dirigente Alfonso Mercogliano. Si tratta di un atto ritenuto particolarmente significativo dai balneatori che si sono appellati alla direttiva comunitaria n.123 del 2006 in vista delle aste che dovranno essere indette.
La scarsità della risorsa naturale è il presupposto che fa scattare la procedura selettiva (le aste pubbliche previste dalla direttiva Bolkestein), ma deve essere valutato secondo criteri verificabili. Il caso di Vasto – che fa da apripista ad altri comuni abruzzesi – viene commentato positivamente dagli operatori del settore e dal sindacato Sib-Confcommercio Abruzzo.
“Il comune di Vasto è il primo in Abruzzo a predisporre la mappatura”, osserva il presidente regionale Riccardo Padovano, “cioè deve verificare quanti chilometri sui 16 del litorale vastese sono occupati da strutture. Dopo la ricognizione deve essere applicata la direttiva”.
L’istanza delle imprese balneari risale al 25 febbraio, mentre la diffida ad adempiere porta la data del 9 aprile. Il nuovo capitolo sulla risorsa naturale – la cui scarsità è il presupposto per l’avvio delle procedure ad evidenza pubblica (aste) – si va ad innescare nel contenzioso fra il Comune di Vasto e l’autorità garante della concorrenza e del libero mercato (Agcm) che ha invitato l’ente ad indire le aste senza ulteriori indugi.
In attesa della sentenza – che a giorni dovrebbe essere depositata – si registra l’iniziativa del Comune che accogliendo la richiesta di 15 titolari di stabilimenti balneari ha avviato la procedura per verificare la scarsità della risorsa naturale. Si parte da un presupposto: Vasto, il cui litorale si estende per 16 chilometri, presenta ampie porzioni di spiaggia libera, anche se il nuovo piano demaniale marittimo ha previsto il rilascio di concessioni perfino lungo la scogliera. Nel frattempo la notizia che Vasto ha avviato la ricognizione sulla scarsità della risorsa naturale è finita sulle riviste del settore. Secondo New balneari “l’avviso del comune abruzzese merita attenzione ben oltre il piano locale. Vasto potrebbe offrire un modello amministrativo replicabile”.
Anna Bontempo (Il Centro)















