
La speranza è poter rientrare nelle loro case in settimana, ma tutto dipende dall’esito del monitoraggio. Continua l’attesa per le cinque famiglie residenti nelle due palazzine di via San Michele, evacuate in via cautelativa il 2 aprile scorso, in seguito ad una ordinanza firmata dal sindaco Francesco Menna dopo lo scivolamento del terreno lungo il costone. Nei giorni scorsi la ditta incaricata dal Comune ha installato quindici sensori sui muri degli edifici per captare ogni piccolo movimento del terreno, fornendo i dati in tempo reale. L’assessore Alessandro D’Elisa, che è in continuo contatto con i residenti, è stato chiaro: le famiglie evacuate, ospiti dal 2 aprile di parenti ed amici, potranno fare ritorno nelle loro abitazioni, solo se il monitoraggio escluderà ulteriori fenomeni franosi.
“Stiamo vivendo una situazione di grosso disagio”, raccontano alcuni residenti contattati dal Centro, “la nostra speranza è quella di poter fare rientro in casa entro la fine della settimana”. Le palazzine interessate allo scivolamento del terreno sono quelle dei numeri civici 67, 71 e 83. Sono state evacuate, in esecuzione di una ordinanza contingibile ed urgente firmata dal sindaco Francesco Menna, in quanto “potenzialmente esposte al rischio di interessamento di fenomeni franosi, con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica e privata”.
Il costone di via San Michele è una delle zone di Vasto interessate da dissesto idrogeologico ed è stata oggetto nel 2004 di opere di consolidamento grazie ad un finanziamento della Regione di sei milioni di euro. Gli interventi hanno interessato tutto il versante orientale, non solo via San Michele dove sono state eseguiti interventi più “leggeri”, stando a quanto riferiscono gli stessi residenti. Si tratta in ogni caso di opere di mitigazione, cioè servono a ridurre il rischio, ma non certo ad eliminarlo. La vera prevenzione, ricordano gli esperti, si attua su altri fronti: la costante manutenzione del territorio, la corretta regimentazione delle acque, la forestazione e la riduzione del cemento. Oltre al costone di via San Michele sono interessate a dissesto idrogeologico anche altre zone della città.
E’ il caso della collina di Montevecchio dove, nonostante l’estrema instabilità del suolo, si continua a costruire. Nel 2022 la Regione ha chiesto al Comune di Vasto di aggiornare il PAI (piano di assetto idrogeologico) e di rivedere le classi di pericolosità e lo ha ribadito nel 2023 dopo una serie di segnalazioni pervenute sia da Montevecchio, che da via Tre Segni, piazza Marconi e via San Michele. Il comune ha affidato l’incarico per uno studio al geologo Luigi Di Totto che ha consegnato la sua relazione circa due anni fa.
Anna Bontempo (Il Centro)















