
La presenza dei militari è necessaria per evitare che la scena del delitto venga in qualche modo alterata. Nessuno deve avvicinarsi alla casa. Ecco perchè la palazzina in Via Circonvallazione Istoniense continua ad essere presidiata dai carabinieri, dove nel primo pomeriggio domenica 19 aprile Antonio Sciorilli, 52 anni, dirigente della Asl, ha ucciso con tre colpi d’ascia il figlio Andrea di 21 anni. Previsto nei prossimi giorni un nuovo sopralluogo dei Ris. I rilievi fin qui effettuati non parsi sufficienti a ricostruire la dinamica dell’omicidio e a chiarire molti altri aspetti di una vicenda che ha sconvolto l’intera città. Gli investigatori dovranno approfondire gli accertamenti sia in casa della vittima che in garage.
A riportare la notizia, stamane, a firma di Paola Calvano, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.
Le indagini sull’omicidio di Andrea si prospettano piuttosto lunghe. La frase ripetuta da Sciorilli più volte ” ho voluto difendere la mia famiglia “, ha convinto la magistratura ad approfondire questo aspetto. Perchè Antonio Sciorilli aveva paura per la moglie e la figlia ? Gli esperti stanno cercando di verificare se quanto dichiarato dal 52enne in aula davanti al giudice Fabrizio Pasquale e al pubblico ministero Miriam Manfrin sia vero, se vi sono responsabilità penali a carico di qualcuno e in caso affermativo di chi. L’omicidio potrebbe insomma avere aperto la porta su qualcosa di grave a lungo taciuto e che forse non riguarda solo ed esclusivamente la famiglia Sciorilli.
L’appartamento della famiglia Sciorilli, l’ascensore del condominio e il garage in cui è stato ritrovato il corpo restano sotto sequestro. L’omicidio di Andrea Sciorilli sarebbe avvenuto al culmine di una discussione nella mansarda di casa dov’era la stanza del giovane. Antonio Sciorilli ha raccontato di essere stato aggradito dal figlio con un coltello a serramanico. Particolare confermato dai suoi avvocati, Alessandro Orlando e Massimiliano Baccalà. Sciorilli poi avrebbe portato il corpo in garage. Mentre l’uomo stava prendendo l’auto, forse per caricare il corpo del figlio, è arrivato in bicicletta il testimone che, scioccato, ha chiamato i carabinieri. Antonio Sciorilli non è stato in grado di riferire cosa è accaduto esattamente domenica. L’uomo ha fornito al gip Fabrizio Pasquale dichiarazioni spontanee in cui ha ricostruito anni di tensioni ma non l’uccisione del figlio.
Il funzionario resta in isolamento giudiziario e al momento non può incontrare neppure i familiari. Il 52enne è in uno stato confusionale che impedisce anche ai suoi legali di relazionarsi con lui . La difesa dell’uomo è intenzionata a chiedere una perizia psichiatrica.















