martedì, Maggio 19

Emidio Salvatorelli sul Porto di Vasto.”Silenzio eloquente e preoccupante”

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Credo che oggi esistano due tipi di economia.
C’è l’economia REALE, quella che ogni giorno permette ai cittadini, alle imprese e alle organizzazioni di esistere, lavorare, produrre valore e costruire futuro. È l’economia di chi progetta un servizio, un’opera, un’idea o un pensiero e riesce a realizzarlo in tempi certi, assumendosi responsabilità precise.
E poi c’è l’economia della politica, troppo spesso fatta di persone incapaci di gestire la cosa pubblica, persone che dicono sempre sì, che vivono di annunci e promesse senza mai indicare date certe. Persone che, nella loro vita privata, usufruiscono dei benefici creati dall’economia reale, ma che quando devono amministrare opere pubbliche strategiche non riescono a portarle a compimento.
In generale, la differenza la fanno sempre le capacità degli amministratori, indipendentemente dallo schieramento politico.
Oggi dobbiamo prendere atto di una realtà evidente: l’attuale generazione politica non è stata capace di realizzare il porto di Vasto.
Quel porto è stato progettato molti anni fa da altre generazioni di amministratori, che hanno avuto visione, capacità e coraggio per immaginare e presentare un progetto strategico per il territorio.
Oggi, invece, mancano le risorse umane e politiche capaci di costruirlo davvero, di risolvere i problemi, di trovare soluzioni concrete e di coordinare tutti i soggetti coinvolti.
Tutti i cittadini di Vasto, le organizzazioni imprenditoriali, le associazioni e il territorio intero prendono atto di questo stato dei fatti.
E nel frattempo possiamo solo continuare a SOGNARE un porto completato, moderno ed efficiente, mentre i lavori restano fermi e il tempo continua a passare.
Emidio Salvatorelli

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