
“Siamo ben oltre l’emergenza: il governo e la maggioranza si fermino e non approvino la nuova classificazione dei comuni montani”. Interviene Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni Ali Abruzzo sui dati diffusi dalla Caritas diocesana di Trivento, relativamente alla situazione demografica dell’Alto Vastese. Numeri che parlano chiaro: in 32 anni, dal 1992 al 2024, la popolazione si è dimezzata nei comuni di San Giovanni Lipioni, Schiavi D’Abruzzo, Castelguidone , Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno e Torrebruna, con percentuali che, in alcuni centri (è il caso di San Giovanni Lipioni) si attesta a -67%.
“Siamo purtroppo ben oltre l’emergenza, e non si tratta nemmeno di una situazione che riguarda solo un singolo e localizzato territorio: soffrono anche altre zone d’Italia e d’Abruzzo”, annota Radica, “quando si legge di Comuni, come San Giovanni Lipioni e Schiavi di Abruzzo, che in trent’anni perdono due terzi della popolazione, e si tratta solo dei casi più eclatanti di un quadro desolante, è evidente che diventa necessario perlomeno fare una riflessione. La grande quantità di ricorsi al Tar del Lazio contro la nuova classificazione dei Comuni montani – da tutta Italia e da amministrazioni di colore politico diverso – è già un segnale importante: i tanti comuni che perderebbero lo status di montani, e assieme ad esso l’opportunità di accedere a fondi e facilitazioni, sarebbero privati in molti casi di canali indispensabili persino per la sopravvivenza dei territori. E questo in un quadro dove in molti casi, anche in Abruzzo, la desertificazione è già realtà”.
Secondo Radica “serve un nuovo approccio, che ribalti il punto di vista, e riparta da politiche strutturali per la coesione territoriale delle aree interne. Ma nel frattempo occorre tenere in vita strumenti e finanziamenti che sono fondamentali in una situazione già critica”.
A far riaccendere i riflettori sullo spopolamento delle aree interne è il dossier della Caritas Diocesana di Trivento diretta da Don Alberto Conti, pubblicato nel nuovo numero dei “Quaderni della Solidarietà”. Una fotografia impietosa sulla condizione di 40 comuni abruzzesi e molisani che in trent’anni non hanno perso solo residenti, ma hanno visto spezzato il ricambio tra generazioni. Il nodo centrale resta questo: la debolezza del ricambio generazionale, in un contesto sempre più anziano e fragile. Il dato più impressionante riguarda la fascia tra 0 e 14 anni. In poco più di trent’anni sono scomparsi più di due terzi dei bambini e degli adolescenti. In alcuni casi il ridimensionamento è fortissimo: San Giovanni Lipioni passa da 41 a 6 ragazzi (-85,4%), Castelguidone da 57 a 10
(-82,5%), Torrebruna da 141 a 28 (-80,1%).
Anna Bontempo (Il Centro)














