
“Il messaggio chiaro e coraggioso emerso dall’Assemblea Nazionale di Confindustria, attraverso le parole del Presidente Emanuele Orsini, traccia una rotta ineludibile anche per il nostro territorio: il Paese cresce se le piccole aziende diventano medie e quelle medie diventano grandi. Per l’Abruzzo, questa non è una semplice formula economica, ma una necessità vitale di sopravvivenza e sviluppo industriale”. Lo dichiara il Presidente della Piccola Industria di Confindustria Abruzzo, Giammaria de Paulis, commentando le linee strategiche emerse dall’assise romana.
«Il nostro tessuto produttivo regionale, pur ricco di eccellenze e di uno straordinario spirito resiliente, si trova oggi a un bivio storico. Siamo investiti da quattro tempeste simultanee: la crisi geopolitica che ridisegna i mercati, la transizione tecnologica accelerata, l’urgenza climatica e un inverno demografico che rischia di svuotare le nostre fabbriche e privarci delle forze migliori. Di fronte a questo scenario, la frammentazione dimensionale rischia di diventare una debolezza fatale. Dobbiamo spingere le nostre PMI a strutturarsi, a fare rete e a crescere, e in questo processo le grandi aziende del territorio dovranno fare da traino e da scudo per le filiere minori”
Dall’assise degli imprenditori a Roma arriva un messaggio chiaro per il nostro tessuto produttivo, per l’Abruzzo: la crescita dimensionale è una necessità vitale per le nostre PMI. Tante le priorità per le imprese abruzzese e tra queste spiccano:
- Energia: il costo dell’energia in Italia è diventato una minaccia esistenziale. Non si può pensare di competere sui mercati pagando l’elettricità ai prezzi più alti d’Europa. Servono scelte rapide e pragmatiche per sbloccare gli impianti rinnovabili e garantire l’autonomia energetica nazionale, oltre a un mercato europeo unico dell’energia.
- Intelligenza Artificiale: l’IA non è un software da comprare, ma un ecosistema sovrano da costruire. Bisogna accompagnare ed estendere la sua rapida applicazione in tutte le filiere della manifattura, supportando le PMI nell’addestramento dei sistemi intelligenti sui propri dati.
- Competenze: le nuove tecnologie non camminano senza le persone. Serve un imponente piano di formazione per i lavoratori già attivi e un nuovo percorso didattico sull’IA da introdurre fin dalle scuole superiori, per preparare le giovani generazioni.
- Sburocratizzazione: non è più possibile attendere processi lunghi e farraginosi, occorrono regole snelle e adatte al tempo storico in cui ci troviamo.
Per attuare questa svolta serve un cambio di metodo radicale. La fiducia è il collante che tiene unite comunità e imprese, ma da sola non basta: serve il coraggio di fare scelte strategiche e bipartisan di lungo periodo. Tutto questo si traduce in una responsabilità comune condivisa tra istituzioni, imprese e sindacati.















