venerdì, Maggio 29

Nuove indagini per la Necropoli di Punta Penna

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 Ulteriori campagne di indagini grazie ad un finanziamento del Ministero della Cultura e interventi di restauro sui corredi funerari recuperati all’interno delle sepolture. Sono le nuove iniziative annunciate dalla Soprintendenza dopo il ritrovamento, nella zona industriale di Punta Penna, di una grande necropoli preromana databile tra il V e il IV secolo A.C.

La scoperta, ritenuta di grande interesse scientifico,  è avvenuta durante le indagini archeologiche preventive legate alla realizzazione di un impianto fotovoltaico da parte della società Comunità energetiche di Terni. Le operazioni, condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, sono state finanziate dalla ditta proponente che ha incaricato l’archeologa Giuseppina Mazzella. 

“Gli scavi hanno consentito di individuare un ampio nucleo funerario composto da numerose sepolture attribuite preliminarmente a un arco cronologico compreso tra il V e il IV secolo avanti Cristo”, fa sapere l’ente per i beni culturali, “esempio di copertura in pietre di una tomba come individuabile dal piano di campagna. Le fosse, il cui riempimento è costituito quasi interamente da pietre, possono presentare piani di deposizioni a quote molto differenti e reciproche interferenze, come riscontrabile dai tagli delle altre sepolture. Nel corso delle attività è stata inoltre individuata una struttura della quale non è ancora stato possibile definire con precisione né la funzione né la cronologia”.

L’attività di scavo e documentazione, conclusa recentemente, ha permesso di acquisire elementi ritenuti di particolare interesse scientifico. La Soprintendenza ha annunciato che ulteriori campagne di indagine saranno avviate nel prossimo futuro con un finanziamento diretto del Ministero della Cultura. Gli interventi avranno l’obiettivo di garantire la salvaguardia del contesto archeologico e di definire con maggiore precisione estensione, cronologia e caratteristiche del sito.
Parallelamente sono già stati programmati interventi di restauro sui corredi funerari recuperati all’interno delle sepolture. Le operazioni saranno finanziate attraverso i fondi ordinari della Soprintendenza. Una selezione dei reperti considerati più rilevanti sarà destinata all’esposizione del nuovo percorso museale attualmente in fase di progettazione a Palazzo D’Avalos. 

Anna Bontempo (Il Centro)

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