
Dalla soddisfazione di Legambiente Abruzzo e della Cna di Chieti, allo scetticismo del Forum H2O e di altre associazioni. Sono di tenore diverso, anche se nella maggior parte favorevoli, le reazioni alla sentenza del Tar di riavviare, dopo ben 25 anni, l’iter di realizzazione del Parco nazionale della Costa Teatina, accogliendo il ricorso del Wwf.
“E’ un atto dovuto perché le decisioni del Parlamento si devono rispettare anche a distanza di 25 anni, e questa decisione contribuisce a raggiungere gli obiettivi di proteggere il 30% di territorio e di mare entro il 2030”, commenta Legambiente Abruzzo, il cui auspicio è quello “di utilizzare il tempo a disposizione per condividere una proposta di Parco nazionale che sia socialmente accettata e coerente con i principi della scienza e della conservazione della natura. La Costa dei trabocchi che negli ultimi anni ha avuto una eccezionale crescita economica e turistica, anche grazie alla Via Verde e alle produzioni agricole e vitivinicole di qualità, con la nascita del Parco nazionale ha la possibilità di ri-ordinare in chiave green il suo sviluppo”.
La Cna Chieti – che esprime grande soddisfazione – chiede che “si proceda rapidamente nel percorso indicato dal Giudice amministrativo, soprattutto dei tempi. Crediamo da sempre che con la tutela dell’area possa essere realizzato un modello economico attrattivo, fondato sul turismo sostenibile, la valorizzazione delle tipicità eno-gastronomiche locali, dell’artigianato artistico e di qualità”.
Per Paola Cianci, assessore comunale di Vasto, responsabile lavoro della segreteria provinciale Pd, “oggi il tema del Parco assume un valore ancora più strategico per costruire una visione moderna di sviluppo sostenibile. Serve una pianificazione della costa capace di mettere in rete le aree protette e gli altri luoghi di pregio ambientale, garantendo al tempo stesso servizi compatibili con il territorio e in grado di rispondere alle esigenze di chi vive, visita e frequenta la Costa dei Trabocchi. È una battaglia che viene da lontano, che appartiene alla nostra storia politica e che oggi, finalmente, può avvicinarsi a un traguardo atteso da un intero territorio”.
Secondo Augusto De Sanctis del Forum H2O “nell’immediato non cambia nulla per quanto riguarda le previsioni urbanistiche in quanto la sentenza obbliga il Ministero ad emanare entro 90 giorni il Decreto di perimetrazione provvisoria, l’istituzione del comitato di gestione provvisorio e le norme di salvaguardia temporanee. Intanto vedremo se gli enti faranno ricorso al Consiglio di Stato. Grazie all’efficace ricorso del WWF potremmo avere l’istituzione di un ente per via giudiziaria e non attraverso un processo dal basso di condivisione di obiettivi e criticità. Ciò rischia alla fine di non produrre risultati tangibili sotto il profilo della tutela ambientale e, anzi, di trasformare uno strumento sulla carta di salvaguardia in una grande operazione di greenwashing con il bollino verde messo su resort e concessioni varie”.
Lino Salvatorelli, ex presidente dell’Arci, ritiene che “il Parco arrivi tardi, quando molti buoi sono scappati dalla stalla, ma è anche vero che non c’è mai fine al peggio considerata la forte attrattività della costa. Tra quelli che esprimono oggi soddisfazione”, conclude, “ c’è chi è perfettamente consapevole che non cambierà nulla”.
Anna Bontempo (Il Centro)















