
L’incendio delle due auto nei pressi del cimitero, l’ennesimo a Vasto, ha rinfocolato le polemiche sulla vulnerabilità della città. Il rogo è stato domato dai vigili del fuoco arrivati sul posto insieme ai carabinieri. L’intervento dei pompieri ha evitato alle fiamme di propagarsi creando ulteriori problemi. I carabinieri sono alla ricerca di un movente e dell’autore.
Non è esclusa nessuna pista. Il punto in cui i furgoni sono stati incendiati non è coperto dalle telecamere della videosorveglianza, ma le telecamere del cimitero o del viadotto potrebbero aver ripreso il passaggio dei piromani. I residenti lamentano la presenza nella zona di persone poco raccomandabili al tramonto.
Da tempo il sindaco Francesco Menna chiede che vengano potenziati gli organici delle forze dell’ordine.
“Non è possibile perdere altro tempo. Servono più uomini e mezzi soprattutto di notte”, afferma.
Il consigliere regionale Francesco Prospero, presidente dell’Osservatorio regionale della legalità, non nasconde la propria preoccupazione.
” L’incendio dei furgoni è un episodio che desta preoccupazione e sul quale è necessario fare piena luce. E’ giusto però attendere l’esito delle indagini. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinchè vengano accertate in tempi brevi le cause dell’accaduto e qualora venisse confermato il dolo siano individuati e perseguiti i responsabili . Al tempo stesso questo episodio richiama ancora una volta l’attenzione sulla necessità di investire sulla prevenzione. La videosorveglianza rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per scoraggiare i reati. Proprio in questa direzione la Regione ha recentemente approvato una legge che prevede contributi a favore dei privati per l’installazione di sistemi di videosorveglianza offrendo un sostengo concreto a chi decide di investire sulla sicurezza. Mi auguro che anche il Comune di Vasto faccia la sua parte destinando risorse per l’ampliamento della rete di videosorveglianza cittadina e soprattutto l’efficientamento degli impianti già esistenti.”
Paola Calvano















