venerdì, Luglio 3

Parco Costa Teatina, CIA Chieti-Pescara: “Prima di nuovi vincoli occorre ascoltare chi il territorio lo custodisce da generazioni”

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CIA Chieti-Pescara ha trasmesso una lettera al Presidente della Regione Abruzzo, al Consiglio regionale, ai Parlamentari abruzzesi e ai Sindaci dei Comuni della Costa Teatina, a seguito della recente pronuncia del TAR Abruzzo sul procedimento istitutivo del Parco Nazionale.

La Confederazione ribadisce il pieno rispetto delle decisioni della magistratura amministrativa, delle norme vigenti e delle prerogative dello Stato.

Tuttavia, sottolinea come una sentenza che chiude un procedimento non possa sostituire la valutazione politica e territoriale su uno strumento concepito oltre venticinque anni fa.

“La questione oggi non è formale”, afferma Domenico Domba, Presidente CIA Chieti-Pescara, “ma sostanziale: il modello immaginato nel 2001 è ancora adeguato alla realtà economica, produttiva e sociale della Costa Teatina del 2026?”

In questi anni il territorio è profondamente cambiato, seguendo un’evoluzione significativa sotto il profilo economico, produttivo e sociale. Sono cresciute imprese agricole sempre più innovative e competitive, capaci di affermarsi anche sui mercati nazionali e internazionali, in particolare nel settore vitivinicolo. Parallelamente si è consolidato il sistema agrituristico e si è rafforzato il legame tra agricoltura, accoglienza e valorizzazione del territorio. 

La Costa dei Trabocchi è diventata una delle principali destinazioni turistiche dell’Abruzzo, anche grazie alla realizzazione della Via Verde, che ha contribuito a ridisegnare la fruizione della costa. Allo stesso tempo, è aumentata in modo significativo la consapevolezza ambientale delle comunità locali, insieme all’attenzione per la tutela e la qualità del paesaggio.

Accanto a questo sviluppo, si è consolidato un sistema articolato di tutele già oggi operativo: vincoli paesaggistici, aree Natura 2000, ZSC, riserve regionali, strumenti urbanistici e prescrizioni ambientali che garantiscono elevati livelli di salvaguardia.

Per CIA Chieti-Pescara è quindi legittimo interrogarsi sul reale valore aggiunto dell’istituzione di un ulteriore Ente Parco in un territorio già fortemente regolamentato.

“Non siamo contro l’ambiente. Sarebbe una contraddizione per chi rappresenta migliaia di imprese agricole che ogni giorno mantengono vivo questo territorio” sottolinea il Presidente Bomba. “Se oggi la Costa dei Trabocchi conserva il suo paesaggio, i suoi vigneti, oliveti, mosaici rurali e biodiversità, lo si deve prima di tutto agli agricoltori che da generazioni la presidiano e la custodiscono. L’agricoltura è il primo presidio ambientale della Costa Teatina, non un’attività da limitare”.

Le imprese agricole operano già in un contesto normativo complesso e stratificato. Oggi chiedono soprattutto condizioni per competere e crescere: acqua, infrastrutture, investimenti, innovazione, ricambio generazionale e semplificazione amministrativa.

Per alimentare un confronto aperto e costruttivo, CIA Chieti-Pescara annuncia l’organizzazione di un incontro pubblico sul futuro della Costa Teatina, che si terrà nelle prossime settimane e vedrà la partecipazione di istituzioni, amministratori locali, rappresentanti del mondo agricolo, associazioni e cittadini. L’obiettivo è promuovere un dibattito trasparente e fondato su dati aggiornati, affinché ogni scelta sul futuro del territorio sia il risultato di un confronto ampio e consapevole. 

“Dopo venticinque anni di rinvii, contenziosi e incertezze istituzionali”, conclude CIA Chieti-Pescara, “è legittimo chiedersi se il Parco della Costa Teatina rappresenti ancora lo strumento più efficace per il futuro del territorio, o se sia necessario ripensare l’impianto delle politiche partendo da un principio chiaro: la tutela dell’ambiente passa anche dalla tutela di chi quel territorio lo ha mantenuto vivo fino ad oggi”.

 

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