
Il dibattito politico locale è sempre più avvilente.
L’opposizione critica la maggioranza, ed è naturale che sia così. Nessuna opposizione è chiamata ad applaudire chi governa. Ma descrivere San Salvo come una città senza futuro significa offrire ai cittadini un’immagine distorta della realtà. Se manca un progetto, o se quello esistente non convince, il compito della politica è costruirne uno migliore e sottoporlo al giudizio della comunità.
Dall’altra parte, anche chi amministra continua a cedere a una tentazione altrettanto sbagliata: raccontare di aver ereditato una città deserta, immobile, priva di vitalità. Ma è davvero così?
San Salvo non dorme oggi e non ha mai dormito. È una città che, per indole e per storia, non si è mai fermata. Dai governi della Prima Repubblica fino ai giorni nostri ha saputo distinguersi per la qualità delle sue rappresentanze istituzionali, per la forza del suo tessuto imprenditoriale e per la capacità di cogliere le opportunità del cambiamento.
Questa vitalità, che appartiene al DNA della città, dovrebbe essere motivo di orgoglio per tutti, al di là degli schieramenti. La storia di San Salvo non dovrebbe essere terreno di scontro, ma una montagna con cui ogni classe dirigente è chiamata a misurarsi ogni giorno. E, francamente, oggi non si vedono molti giganti all’orizzonte.
Nessuno ha mai ereditato un deserto. E nessuno, probabilmente, ne lascerà uno. Ogni amministrazione ha ricevuto una città costruita dal lavoro, dall’intelligenza e dai sacrifici di chi l’ha preceduta, così come ogni amministrazione aggiunge un tassello alla sua storia.
Può permettersi di liquidare con superficialità il percorso di questa comunità soltanto chi non l’ha vissuto o chi non sente il dovere di studiarlo.
Ogni stagione della sua storia ha espresso una classe dirigente capace di interpretare il proprio tempo, accompagnando San Salvo nel passaggio da piccolo borgo agricolo a uno dei principali motori dello sviluppo economico dell’Abruzzo.
Città come questa non nascono per caso. Sono il frutto di decenni di lavoro, di coraggio, di visione e di responsabilità. È così che San Salvo è diventata punto di riferimento per un intero territorio, quando tutto questo sembrava ancora impossibile.
Per questo motivo ha poco senso raccontarla come una città senza prospettive o come una città che ogni volta riparte da zero. San Salvo ha una grande storia alle spalle e un grande futuro davanti. Non perché lo garantisca qualcuno, ma perché lo dimostrano i fatti e il percorso di una comunità che, ogni volta che è stata chiamata a scegliere, ha saputo trovare dentro di sé le energie per crescere. La politica dovrebbe partire da qui: dalla consapevolezza di amministrare una storia, non dal bisogno di riscriverla.
Agostino Monteferrante















