lunedì, Luglio 13

118 Abruzzo, Abruzzo Insieme: “Meno medici sulle ambulanze e più dubbi sulla sicurezza dei cittadini”

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La propaganda della Giunta Marsilio racconta un’Abruzzo con una sanità sempre più efficiente. I documenti ufficiali raccontano invece una realtà ben diversa.

La proposta di riorganizzazione del servizio di emergenza 118 predisposta dall’Agenzia Sanitaria Regionale modifica profondamente il modello di soccorso: in molte postazioni il medico non sarà più a bordo dell’ambulanza ma verrà sostituito da mezzi con personale infermieristico, mentre i medici saranno concentrati sulle automediche.

Una scelta che la stessa Regione giustifica con la cronica carenza di medici dell’emergenza, causata dai pensionamenti, dalla fuga dei professionisti e dalla scarsa attrattività del servizio. Ma invece di affrontare il problema con un serio piano di assunzioni e di valorizzazione del personale, la soluzione individuata è quella di modificare il modello organizzativo, chiedendo ai cittadini di accettare un servizio diverso.

Abruzzo Insieme esprime forte preoccupazione per le conseguenze che questa riorganizzazione potrebbe avere soprattutto nelle aree interne, nei piccoli comuni, nelle zone montane e in tutti i territori più lontani dagli ospedali, dove il 118 rappresenta il primo e spesso unico presidio sanitario capace di intervenire nei minuti decisivi di un’emergenza.

La provincia di Teramo rappresenta il caso più emblematico di questa riorganizzazione. Diverse postazioni vengono trasformate, riducendo la presenza del medico a bordo delle ambulanze.

È davvero questa l’idea di sanità della Giunta Marsilio? Affidare il soccorso medico avanzato di un’intera provincia, con oltre 304.000 residenti e una popolazione che nei mesi estivi cresce sensibilmente grazie alla presenza di migliaia di turisti, a due sole automediche, una a Teramo e una a Giulianova?

È una domanda alla quale la Regione deve rispondere con chiarezza, perché riguarda la sicurezza dei cittadini, dei turisti e il diritto di tutti a ricevere un soccorso tempestivo quando ogni minuto può fare la differenza.

A destare ulteriore preoccupazione è un altro elemento contenuto negli stessi documenti regionali.

La Regione prevede infatti che il nuovo modello venga sperimentato per un anno prima di valutarne l’efficacia. In altre parole, gli abruzzesi saranno chiamati a verificare sul campo se questa riforma funzionerà davvero, pur trattandosi di un servizio essenziale che interviene nei momenti più drammatici della vita delle persone.

È legittimo domandarsi se sia opportuno sperimentare una riorganizzazione così profonda proprio nel settore dell’emergenza-urgenza, dove rapidità ed efficacia degli interventi possono risultare determinanti.

Per Abruzzo Insieme questa riforma appare soprattutto come il tentativo di adattare il sistema alla carenza di personale, anziché affrontarne le cause. È il risultato di anni di programmazione insufficiente sul ricambio generazionale, sulla capacità di attrarre nuovi medici e sul rafforzamento della medicina dell’emergenza.

Se manca il personale, la risposta non può essere ridurre la presenza del medico sulle ambulanze. La risposta deve essere investire nella sanità pubblica, assumere professionisti, valorizzare chi opera ogni giorno nel sistema dell’emergenza-urgenza e garantire a tutti i cittadini gli stessi livelli di assistenza, indipendentemente dal territorio in cui vivono.

Per questo Abruzzo Insieme chiede alla Giunta Marsilio di sospendere l’iter di approvazione del piano e di aprire un confronto vero con sindaci, operatori del 118, organizzazioni sindacali, professionisti sanitari e rappresentanti dei cittadini.

Il 118 non è una semplice voce di bilancio e non può diventare il terreno sul quale scaricare le conseguenze della carenza di personale.

È il servizio che arriva quando una persona ha un infarto, quando un bambino è in pericolo, quando una famiglia vive il momento più difficile della propria vita.

Su questo non possono esserci slogan o propaganda.

La sicurezza degli abruzzesi viene prima di tutto.

Giovanni Cavallari
Consigliere regionale 

XII legislatura

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