
Sei avvisi di garanzia sono stati inviati ad altrettanti indagati per l’esplosione avvenuta venerdì scorso, in contrada Termini a Casalbordino costata la vita a Carlo Piscopo 59 anni, capo reparto di Arca Defence Italy, l’azienda che lo scorso autunno ha rilevato la Esplodenti Sabino.
Nell’esplosione è rimasto ferito anche un altro operaio, Gabriele Bracone. Il provvedimento della procura è un atto dovuto per permettere l’esame autoptico sul corpo di Carlo Piscopo, in programma domani all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti.
II pubblico ministero Silvia Di Nunzio ha ipotizzato i reati di omicidio colposo , con l’aggravante «della violazione delle norme per prevenire gli infortuni sul lavoro”, e condotta omissiva in concorso.
La famiglia di Carlo Piscopo è pronta a costituirsi parte civile. La moglie e i figli del capo reparto ( uno dei quali Angelo scampato per miracolo all’esplosione) si sono affidati all’avvocato Pompeo Del Re e invocano giustizia.
Hanno ricevuto l’avviso di garanzia T.I amministratore dell’azienda turca Arca Defence con sede a Milano, C. M. e i dipendenti M. M., E.F., S. S. e M. M.
Alla società Arca Defence Italy spa viene contestato l’illecito amministrativo derivante da reato ( articolo 589). Il codice penale punisce chiunque cagioni per colpa la morte di una persona, senza volerlo ma per negligenza , imprudenza, imperizia o inosservanza dei regolamenti. Le pene variano dai 6 mesi ai 5 anni. Come detto gli avvisi di garanzia sono un atto dovuto. Le effettive responsabilità di ciascuno degli indagati saranno accertate nel corso delle indagini.















