mercoledì, Luglio 15

La “Strega di Oria” al Museo Archeologico di San Salvo

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Sono numerose le protagoniste di saggi e incontri sull’inquisizione e quella donna, ribattezzata “La strega di Oria” ne è una delle tante che ha varcato la soglia dell’oblio, vergato da quella torre. Le donne erano spesso tra le principali accusate nei processi per stregoneria, che costituirono un capitolo oscuro nella storia dell’epoca. Le accuse spaziavano da presunte pratiche magiche e commercio con il maligno all’eresia vera e propria. Spesso, queste donne erano figure marginali, come guaritrici, levatrici o semplici “donne scomode”, e i processi potevano avere motivazioni legate a conflitti sociali o alla volontà di confiscare beni.
Qui in anteprima la presentazione del “Viaggio Del Quadro” con il suo percorso espositivo in giro per l’Italia che tra Castelli, fortezze e altre prestigiose location ha coinvolto il pubblico con forme di interazione estremamente originali fino allo spazio immersivo appositamente allestito dal Museo Archeologico di Pulsano tappa che ha preceduto l’attuale allestimento al Museo Archeologico della Porta della Terra di San Salvo.
https://www.youtube.com/watch?v=hYZXa8ETg74 (incorporamenti embed autorizzati)
Conosciamo meglio La Strega di Oria.
– L’opera trae ispirazione dalle vicende narrate e dagli atti processuali per stregoneria che si sono tenuti intorno al 1700 presso il Tribunale del Santo Officio di Oria.
In particolare uno studio giuridico per l’Università degli Studi di Roma, Tor Vergata ricostruisce le vicende del 1704 che hanno visto alcune donne, della zona, interrogate presso la Curia locale ed imprigionate, durante il processo, presso la locale Torre Quadrata del noto Castello Svevo. La storia praticamente sconosciuta ai locali o di cui pare sussistano ancora enormi difficoltà solo a citarne l’argomento, non è sfuggita all’autore del quadro. Massimo Greco ha vissuto molti anni in quel paese ed ha praticamente trascorso la propria infanzia anche giocando in quella torre: «Quando, solo nel terzo millennio, sono venuto a conoscenza di quei fatti, grazie a quel libro, sono rimasto scioccato e mi son venute in mente tutte quelle volte in cui mi aggiravo fra gli ambienti di quella torre, fra le celle, toccando quei muri, quel tufo… e solo oggi mi rendo veramente conto della sofferenza che trasudava da quelle mura, da quelle pietre, da quelle muffe dall’odore indimenticabile.»

 
I visitatori potranno anche scoprire le altre opere di Massimo Greco e Carmela Mercinelli installate e dislocate sui tre piani della struttura del Centro Storico di San Salvo tra pittura, grafica, scultura, video installazioni in loop e postazioni con effetti olografici animati in 3d.
L’ingresso è Libero e Gratuito per Tutti.

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