venerdì, Luglio 24

Fernanda D’Ercole Canta Mina, pienone nei Giardini Napoletani di  Palazzo D’Avalos

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Concerti musicali: c’è chi va per sentire, chi va per ascoltare e chi ci va per  partecipare, perché vuole prenderne parte, esserne coinvolto, condividendo  con gli artisti e insieme al pubblico presente, le emozioni dell’evento. 

FERNANDA D’ERCOLE CANTA MINA – CONCERTO TRIBUTO – è stato uno  spettacolo strepitoso, offerto il 21 luglio, nei Giardini Napoletani di  Palazzo D’Avalos, stracolmo di appassionati, che hanno manifestato alto  gradimento con applausi ed elogi, senza nascondere emozioni. Una serata  magica, esaltata dalla partecipazione canora del pubblico che ha  accompagnato l’artista dall’inizio alla fine.  

“Cantare Mina è per me sempre una sfida perché sono consapevole della sua  grandezza irraggiungibile. Mentre canto Lei, provo un turbinio di emozioni e  all’ansia iniziale subentra gioia e piacere di poter regalare qualcosa di bello al  pubblico, creando empatia tale da farmi sentire miniMINA, ma sempre con  grande umiltà.”  

Con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo, presente  l’assessore Nicola della Gatta, che a fine spettacolo dichiara: “…é uno dei  concerti più attesi tra tutti gli eventi estivi di Vasto, ed è un orgoglio per Vasto  avere un’artista così amata da tutto il pubblico” .  

Le esibizioni di Fernanda – Voce – sono state accompagnate da Donato Santoianni: Pianoforte e Synth 

Marco Salvatore: Sax  

Giuseppe D’Angelo: Chitarra 

Lorenzo Matrogiuseppe: Basso, 

Marco Molino: Batteria 

Antonio Salvador Conte: Percussioni 

Canzoni indimenticabili: Parole parole, Città vuota, L’importante è finire, Se  telefonando, Anche un uomo, Con te sarà diverso, Rose su rose, Sono  stanco, L’ultima occasione, Insieme, Pòrtati via, Pasqualino Marajà, Mi sei  scoppiato dentro al cuore, Ancora ancora, Oggi sono io, Grande grande. 

Ma alla fine della serata un’altra magia, un’altra emozione, forse la più  vissuta soprattutto per quelli della generazione Boomers che quella canzone  – il cielo in una stanza – hanno sentito e cantato per primi e che, da allora,  continuano ad emozionarsi come la prima volta. Per noi, per tutti, il cielo è  sempre in una stanza.  

          Giovanni Uselli

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