domenica, Luglio 26

Parco della Costa teatina, è tutti contro tutti

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L’istituendo Parco nazionale della Costa  teatina torna al centro di politiche roventi. Un mese fa il presidente della Provincia , Francesco Menna esprimeva soddisfazione per la decisione del Tar, che accogliendo un ricorso del Wwf, aveva  imposto al ministero dell’Ambiente un termine certo  per completare l’iter istitutivo del Parco.

Di ben altro avviso è il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, che annuncia battaglia contro una perimetrazione definita assurda. No al Parco, si alla Riserva marina della costa del trabocchi.

Marinucci: “Casalbordino è  nettamente contraria ad una  perimetrazione vecchia di 30 anni fa e fatta solo sulla carta senza interpellare i cittadini e senza considerare gli insediamenti già esistenti 30 anni fa. Si esclude dal parco l’area della ex Esplodenti e si includono campagne e territori già antropizzati. Come può un Parco includere siti altamente sensibili come Puccioni, Svoa, la  ex polveriera, porto e carcere. Come ha fatto il legislatore ad essere  così poco lungimirante. Ecco perchè Casalbordino si farà sentire. A tal proposito propongo un referendum popolare per abolire il parco e sostituirlo con una Riserva marina della costa dei trabocchi perimetrando con il corridoio della via verde il limite della riserva. Invito tutti i sindaci dei comuni interessati a riunirci ed andare a manifestare a Roma in Parlamento contro una imposizione di 30 anni fa con piani regolatori approvati e pianificazioni già in atto. Il wwf non ha preso in considerazione i siti così sensibili nel loro ricorso. Spero di essere stato chiaro. Non resterò passivo”.

Dello stesso parere è l’ingegner Edmondo Laudazi.

“Sta per esplodere una bomba amministrativa. Una bomba che rischia di paralizzare, lo sviluppo dell’intero territorio abruzzese e, in particolare, dei Comuni costieri della provincia di Chieti.”

  L’ ex consigliere comunale di Vasto e segretario del laboratorio politico Il Nuovo Faro è d’accordo con Marinucci.

  “La decisione del Tar  è una procedura mai conclusa in oltre trent’anni, riferita a una fattispecie inesistente e fuori dal mondo incapace di rappresentare l’attuale realtà del territorio. Mentre si parla di Zes, Via Verde, porti e corridoi intermodali europei, rischia di abbattersi una pietra tombale sullo sviluppo del territorio, producendo paralisi, sottosviluppo e disoccupazione”.

Paola Calvano

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