
Passa con il rosso, paga 167 euro per l’infrazione, ma ne fa spendere 5mila euro al Comune. A tanto ammonta la maxi multa comminata all’ente dal Garante della Privacy a cui l’automobilista sanzionato si è rivolto contestando una serie di violazioni. Quali il mancato oscuramento in automatico del parabrezza anteriore e del lunotto posteriore del veicolo, così da rendere irriconoscibili conducente ed eventuali passeggeri, oltre all’assenza di cartellonistica nei pressi del luogo in cui sono presenti le telecamere adibite a rilevare l’infrazione. L’impianto è quello posizionato sulla Statale 16, all’incrocio sud con viale Dalmazia a Vasto Marina, che dispone di un sistema photored per il rilevamento delle infrazioni del codice della strada, cioè un dispositivo che fotografa e registra i veicoli che transitano con la luce rossa.
E’ un semaforo finito spesso e volentieri nel mirino degli automobilisti per le migliaia di sanzioni elevate e oggetto di segnalazioni al Prefetto, al difensore civico regionale e all’osservatorio del traffico.
L’episodio finito sulla scrivania del Garante della Privacy, Pasquale Stanzione risale ad un anno fa. Il procedimento sfociato nella maxi multa è stato avviato in seguito al reclamo di un automobilista che è stato sanzionato per aver attraversato l’incrocio con il rosso. Il conducente, dal canto suo, si è rivolto al Garante contestando che il Comune non aveva provveduto all’oscuramento in automatico del parabrezza anteriore e del lunotto posteriore del veicolo così da rendere irriconoscibili conducente ed eventuali passeggeri e lamentando l’assenza di qualsivoglia informativa nei pressi del luogo in cui erano presenti le telecamere adibite a rilevare l’infrazione di “passaggio col rosso”.
Nel corso dell’istruttoria il Comune è stato invitato a produrre scritti difensivi. In particolare ha fornito copia dei cartelli indicanti la presenza del semaforo e tutta una serie di documenti sul trattamento dei dati personali. Ha inoltre precisato che il dispositivo utilizzato “riprende esclusivamente la targa del veicolo oggetto di infrazione con un totale oscuramento del parabrezza e del lunotto del veicolo”, ma che nel caso segnalato dall’automobilista si era verificato un errore “meramente tecnico, occasionale, lieve e privo di dolo, non configurabile come problema di natura informatica o di operatività del sistema utilizzato dall’ente”.
Il Garante è giunto alla conclusione che “le dichiarazioni rese dal Comune, seppur meritevoli di considerazione, risultano insufficienti a consentire l’archiviazione del procedimento” e ha comminato una sanzione di 5mila euro contro la quale è possibile fare ricorso dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria entro trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento.
Anna Bontempo (Il Centro)















