
Ieri sera Piazza San Vitale ha ospitato uno degli appuntamenti più intensi e significativi della nostra rassegna culturale, alla presenza del Sindaco Emanuela De Nicolis e della Consigliera delegata alla Cultura Maria Travaglini.
Lo spettacolo teatrale “Marcinelle – Storia di minatori”, scritto, diretto e interpretato da Ariele Vincenti, con l’organizzazione dell’Associazione Culturale Alt Academy e del Teatro Stabile d’Abruzzo, ha regalato al pubblico un’esperienza di straordinaria intensità emotiva e culturale.
Attraverso le storie vere di quattro minatori italiani, provenienti dall’Abruzzo, dalla Sicilia e dal Veneto, lo spettacolo ha intrecciato dialetti, identità e destini diversi, raccontando il viaggio di uomini partiti con una valigia piena di speranze e costretti a confrontarsi con promesse tradite, condizioni di vita disumane e un lavoro privo di tutele.
Straordinaria anche l’interpretazione dell’unica attrice in scena, capace di trasformarsi di volta in volta in madre, moglie e compagna dei protagonisti, dando voce con sensibilità e autenticità ai loro affetti e alle loro sofferenze.
Gli artisti hanno donato completamente sé stessi al pubblico, con interpretazioni autentiche e coinvolgenti che hanno saputo emozionare profondamente ogni spettatore. Al termine della rappresentazione, Piazza San Vitale si è sciolta in un lunghissimo applauso: il pubblico si è alzato in piedi per tributare una meritata standing ovation a un cast capace di trasformare la memoria in emozione viva.
Lo spettacolo ha rappresentato il naturale proseguimento del percorso di riflessione avviato con la presentazione del libro dedicato alla tragedia di Marcinelle, ricordandoci come quella pagina della nostra storia sia ancora oggi incredibilmente attuale. Ieri gli emigranti eravamo noi: uomini e donne partiti inseguendo un futuro migliore, spesso accolti da sfruttamento, precarietà e disillusione. Oggi altre persone affrontano viaggi simili, animate dagli stessi sogni e troppo spesso destinate a incontrare le stesse difficoltà.
La memoria, quando diventa teatro, non racconta soltanto il passato: ci invita a guardare il presente con maggiore consapevolezza. E il ricordo della tragedia di Marcinelle richiama anche l’urgenza di mantenere sempre alta l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli infortuni sul lavoro continuano a rappresentare una delle più gravi piaghe sociali del nostro tempo. Solo quando il lavoro sarà davvero sinonimo di dignità, tutela e sicurezza per tutti, potremo affermare pienamente il valore dell’articolo 1 della nostra Costituzione: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.
Una serata di altissimo livello culturale, che resterà impressa nella memoria di tutti i presenti.

















