
L’amministrazione comunale parla di un intervento “che ha risolto il problema evitando i divieti di balneazione”, mentre Arap ritiene che siano mancati dei “passaggi autorizzativi”.
Fa discutere la decisione presa dal Comune, in accordo con la Sasi, di convogliare i liquami provenienti a monte di Fosso Marino al depuratore di Montenero di Bisaccia gestito da Arap. Un intervento-tampone, che ha comportato anche la copertura con la sabbia del canale che sfocia in piena spiaggia, vicino al pontile, le cui criticità hanno determinato fino allo scorso anno l’apposizione di divieti di balneazione per il superamento dei valori relativi a Escherichia coli, indice di inquinamento da scarichi fognari.
Arap e Arap servizi hanno diffuso una nota, dopo una riunione istituzionale convocata in Comune, con cui ribadiscono “ la necessità che ogni iniziativa sia preventivamente condivisa tra tutti i soggetti competenti, adeguatamente istruita sotto il profilo tecnico e amministrativo e attuata nel pieno rispetto dell’iter autorizzativo previsto dalla normativa vigente, richiamando il principio di leale collaborazione istituzionale, quale presupposto indispensabile per affrontare con efficacia le criticità emerse ed evitare iniziative non coordinate”.
Arap e Arap Servizi hanno infine confermato “la propria piena disponibilità a fornire ogni supporto tecnico e operativo necessario e a concorrere all’attuazione di tutte le azioni, verifiche, progettazioni e interventi che saranno condivisi e definiti nell’ambito del tavolo istituzionale, al fine di giungere a una soluzione efficace e strutturale della problematica di Fosso Marino”.
L’assessore Alessandro D’Elisa difende l’intervento, anche se temporaneo, perché evita la presenza di un ruscello maleodorante in piena spiaggia e allontana i divieti di balneazione, la cui presenza ha caratterizzato le estati vastesi dal 2011 in poi. A distanza di 15 anni si attende ancora una soluzione definitiva.
“La toppa è peggio del buco”, incalza il segretario provinciale della Lega, Maurizio Bucci, “l’assessore D’Elisa nel tentativo di far apparire legale il convogliamento delle acque di Fosso Marino al depuratore di Montenero di Bisaccia, ammette che si tratta di un intervento-tampone e scarica sulla Sasi eventuali responsabilità. .
Bucci afferma inoltre che il convogliamento di un corso d’acqua naturale in un depuratore “non si può fare” e chiede chiarimenti sul ruolo della Sasi nell’operazione.
“Se davvero avesse autorizzato il Comune, come sostiene D’Elisa, senza un protocollo con Arap, la società dovrebbe spiegare a quale titolo ha dato corso all’operazione. Se, invece, non dovesse esserci alcuna autorizzazione scritta di Sasi, allora è lecito chiedersi su chi ricadrà la responsabilità di tutto questo”.
Anna Bontempo (Il Centro)
foto archivio prima della deviazione















