
C’è una inchiesta della guardia costiera di Termoli su Fosso Marino, le cui acque sono state convogliate dalla Sasi nella rete fognaria per finire nel depuratore di Montenero di Bisaccia, nel vicino Molise.
Le indagini, scattate in seguito ad un esposto, mirano ad accertare la legittimità della procedura. Ed in particolare se la Sasi fosse competente a rilasciare un’autorizzazione relativa ad un impianto non gestito dalla stessa società e se siano stati acquisiti il preventivo assenso e le autorizzazioni del proprietario dell’impianto, cioè Arap e del soggetto gestore, Arap servizi.
In pratica l’inchiesta, che la guardia costiera sta portando avanti per conto della Procura di Larino, si muove sul piano delle autorizzazioni previste dalla normativa in materia di tutela ambientale.
Prima di Ferragosto è stata acquisita la testimonianza della persona che ha firmato l’esposto, cioè Stefano Moretti, perito infortunistico vastese ed ex consigliere comunale di Monteodorisio.
Sono settimane che Fosso Marino è al centro del dibattito cittadino. Per l’assessore ai servizi manutentivi, Alessandro D’Elisa la soluzione individuata evita la presenza di un ruscello maleodorante in piena spiaggia e allontana i divieti di balneazione, che hanno caratterizzato le estati vastesi dal 2011 in poi.
L’intervento ha comportato anche la copertura con la sabbia del canale che sfocia in piena spiaggia, le cui criticità hanno determinato fino allo scorso anno l’apposizione di divieti di balneazione per il superamento dei valori relativi a Escherichia coli, indice di inquinamento da scarichi fognari.
“Stiamo parlando di acque reflue che prima arrivavano nelle nostre vasche e poi venivano scaricate a Fosso Marino”, spiega l’assessore D’Elisa, “non è più così, oggi vanno nell’impianto di depurazione tramite la Sasi. Abbiamo gestito il tutto in maniera corretta”.
Nei giorni scorsi Arap e Arap servizi hanno diffuso una nota, con cui ribadiscono “ la necessità che ogni iniziativa sia preventivamente condivisa tra tutti i soggetti competenti, adeguatamente istruita sotto il profilo tecnico e amministrativo e attuata nel pieno rispetto dell’iter autorizzativo previsto dalla normativa vigente, richiamando il principio di leale collaborazione istituzionale, quale presupposto indispensabile per affrontare con efficacia le criticità emerse ed evitare iniziative non coordinate”. Tutti sono d’accordo che andrebbe trovata una soluzione definitiva, ma per l’amministrazione comunale occorrono ingenti risorse economiche.
Anna Bontempo (Il Centro)
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