giovedì, Settembre 3

Nuovi investimenti per Stellantis, Magnacca: «Parte il rilancio per la Val di Sangro. Stop alla cassa integrazione»

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Parafrasando Gabriele d’Annunzio, per la Val di Sangro non è tempo di migrare, ma di ricominciare. Lo stabilimento Stellantis di Atessa si appresta a vivere una nuova stagione di rilancio grazie al piano industriale del CEO Antonio Filosa, che ha stanziato un miliardo di euro per lo sviluppo del sito abruzzese. Si tratta del più grande investimento effettuato dal gruppo automobilistico in Europa.
Il comparto dell’automotive si lascia alle spalle un triennio drammatico. Ad Atessa il clima è stato teso, tra il ricorso alla cassa integrazione e il timore (urlato fuori e dentro la fabbrica) di una chiusura definitiva che hanno allarmato lavoratori e imprese.
La tenuta del polo industriale è stata difesa anche grazie alle azioni politiche promosse dalla giunta regionale di Marco Marsilio tra Roma e Bruxelles.
Al rientro dalle ferie estive le prospettive appaiono radicalmente mutate.
La crisi del settore automobilistico continentale affonda le radici nelle rigide politiche ambientali della Commissione Europea. I vincoli del Green Deal hanno imposto una transizione forzata che ha penalizzato la manifattura. Come non ricordare che l’annunciato taglio delle emissioni del 55% entro il 2030, per una transizione pulita verso le fonti rinnovabili e l’economia circolare, sia stata la causa principale dei danni arrecati all’industria manifatturiera automobilistica europea.
La ideologizzazione dell’elettrico, i regolamenti rigidi sulle emissioni, la politica delle super multe in caso di mancato raggiungimento di target di veicoli elettrici rispetto a quelli endotermici, la mancanza di flessibilità nel sistema degli aiuti alle imprese e ai lavoratori, la mancanza di un fondo ad hoc per la giusta transizione hanno messo in ginocchio, non solo in Italia, i colossi europei dell’auto.
Gli esempi più evidenti sono la chiusura del sito Audi in Belgio e il piano di ridimensionamento di Volkswagen, che prevede tagli al personale e la dismissione di diversi impianti, inclusi quelli dedicati alla mobilità elettrica.
In questo scenario di crisi diffusa, la strategia di Stellantis guidata dalla linea Filosa-Elkann premia l’Abruzzo.
Il gruppo ha confermato la centralità della Val di Sangro e della produzione del veicolo commerciale Ducato come pilastro fondamentale per sostenere la ripresa economica dell’intera azienda.
Il miliardo di euro stanziato rappresenta una base di partenza, ma la vera partita si gioca adesso sulla capacità di governare il cambiamento del mercato del lavoro.
L’avvio della produzione del nuovo modello di veicolo commerciale leggero, caratterizzato da un’elevata transizione digitale, richiederà competenze inedite e una profonda trasformazione culturale per non perdere competitività contro i competitor globali, Cina in primis.
Bisogna attivarsi anche culturalmente per governare il futuro per non restare indietro.
Nel mercato del lavoro contemporaneo i profili specializzati sono contesi dalle imprese, mentre chi non si adegua rischia l’esclusione. Per questa ragione, il percorso scolastico e l’aggiornamento continuo diventano asset strategici imprescindibili.
Dunque la nuova vera sfida è prepararsi al cambiamento. Ed è necessario continuare a formarsi utilizzando tutte le opportunità che ci sono: ITS, corsi di formazione (molti sono pagati da Regione Abruzzo), l’Academy senza dimenticare lo studio della lingua inglese.
Un percorso che deve vedere l’impegno di sindacati, organizzazioni datoriali e l’istituzione regionale, verso una comune meta perché la responsabilità sociale è di tutti.
Intanto martedì prossimo a Bruxelles presso il Parlamento Europeo di Bruxelles si terrà un nuovo tavolo di lavoro per un confronto tra il livello regionale e quello europeo sulle principali sfide che interessano il settore automotive.
Tiziana Magnacca – assessore regionale alle Attività Produttive

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