
A pochi giorni dalla riapertura delle scuole esplode la protesta sugli orari scolastici. A sollevare la questione sono le famiglie degli studenti residenti nell’Alto Vastese, che considerano penalizzante la nuova organizzazione delle lezioni e dei trasporti.
Sulla vicenda è intervenuto Antonio Turdò, referente dell’associazione Pro Trignina,che ha inviato una lettera al Provveditorato agli Studi di Pescara, al presidente della Provincia di Chieti, al sindaco di Carunchio e alla società di trasporti Cerella, chiedendo una rimodulazione degli orari scolastici e delle corse dedicate agli studenti.
Al centro della protesta c’è in particolare la scelta di eliminare le lezioni del sabato, con il conseguente prolungamento dell’orario negli altri giorni. Secondo i genitori, l’uscita fissata oltre le 14 renderebbe particolarmente difficoltoso il rientro degli studenti nei comuni dell’entroterra: i ragazzi arriverebbero a Carunchio tra le 15.45 e le 16, dopo essere partiti al mattino molto presto. Una situazione che rischia di incidere anche sulla vita quotidiana e sul rendimento degli studenti. Tra le criticità segnalate ci sono le partenze alle prime ore del mattino, i lunghi tempi di viaggio e la difficoltà di conciliare scuola, pasti, sport e attività extrascolastiche.
La protesta riguarda inoltre le opportunità offerte agli studenti nel tempo libero. Turdò sottolinea infatti come nei centri più grandi siano presenti palestre, piscine, impianti sportivi e strutture culturali, mentre nei piccoli comuni dell’Alto Vastese molte di queste possibilità sono venute meno.
«Chi ha fissato questi orari sembra ignorare che a Vasto non vanno solo gli studenti di Vasto, San Salvo e Cupello, ma anche i ragazzi di Carunchio, Palmoli, Torrebruna e dell’Alto Vastese», sottolinea Turdò, chiedendo che nella programmazione scolastica e dei trasporti vengano considerate anche le esigenze degli studenti che ogni giorno affrontano lunghi spostamenti.
Stefania Capuano

















