domenica, Settembre 6

Il Consiglio Comunale di Vasto s’infiamma ma dice sì al Parco della Costa

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Il consiglio comunale dice si al Parco nazionale della costa teatina, candida  Vasto per la sede istituzionale,  ma vuole continuare a costruire nelle zone del litorale e consentire perfino l’estrazione  di idrocarburi. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione della maggioranza di centrosinistra che ha approvato ieri, con i voti contrari di tre consiglieri di opposizione, le osservazioni da trasmettere al Ministero dell’ambiente.

Nel documento si chiede di salvaguardare la pianificazione in atto, in particolare il piano costa che prevede aree attrezzate, manufatti in legno di 130 metri quadri di superficie spalmati lungo la scogliera e parcheggi. La posizione è chiara: va bene il Parco, ma vanno fatte salve le previsioni degli strumenti urbanistici vigenti. 

E’ stata invece bocciata la risoluzione del centrodestra che chiedeva di rivedere la perimetrazione redatta  dall’Ispra, definita “obsoleta”. Lunga ed articolata la discussione in aula che ha registrato l’assenza del sindaco Francesco Menna. A illustrare la proposta di delibera, in seguito emendata dalla stessa maggioranza,  è stato Luigi Marcello, presidente della Commissione assetto ed utilizzo del territorio che ha parlato di “un modello di tutela basato sul principio della differenziazione”. Il consigliere ha rivendicato la sede del Parco a Vasto che occupa 1.569 ettari, pari al 22% dell’intera estensione.

Le osservazioni sono state invece illustrate dalla dirigente Francesca Gizzarelli. 

A mettere in luce le contraddizioni della maggioranza (“si al Parco, no ai divieti”) sono stati i consiglieri di opposizione.

“Siete a favore del Parco, volete la sede a Vasto, ma non accettate le regole”, Vincenzo Suriani di Fratelli d’Italia ha riassunto così la posizione della coalizione di centrosinistra, “se state nel Parco vigono le regole nazionali. Andrebbe rivista invece la perimetrazione: le zone di pregio naturalistico devono avere maggiore tutela, mentre le zone antropizzate andrebbero stralciate”.  

Ha rincarato la dose Dina Carinci del Movimento 5 stelle: “si vuole il Parco sulla carta, ma si vogliono avere le mani libere. Io non partecipo al voto”. 

Sulle questioni più prettamente tecniche si è soffermato l’assessore alla pianificazione territoriale,  Alessandro D’Elisa.

“Abbiamo attenzionato le zone 2,  dove sono previsti dei divieti, perché incidono sugli  strumenti urbanistici attualmente in vigore e i piani attuativi ”, ha spiegato D’Elisa, che ha risposto anche alle critiche  della minoranza sulle modalità di partecipazione.

“Siamo stati democratici”, ha aggiunto, “altri comuni hanno deliberato in giunta, noi abbiamo convocato il consiglio comunale per favorire il confronto istituzionale”. 

Alessandro La Verghetta di Futuro e sviluppo ha parlato di “lacci e lacciuoli. Diciamo si al Parco,  ma non deve rappresentare un ostacolo per il territorio”. 

Per l’assessore all’ambiente Gabriele Barisano la delibera votata dalla maggioranza rappresenta “il giusto equilibrio”. 

Anna Bontempo (Il Centro)

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