mercoledì, Settembre 9

Vignola, al via i lavori contro l’erosione costiera

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Al via i lavori per l’erosione costiera a Vignola. La società InMare srl  di Termoli che si è aggiudicato l’appalto di 2.467.519 euro, a fronte di un finanziamento di 3,5 milioni di euro messo a disposizione dal Servizio Opere Marittime della Regione Abruzzo,  ha chiesto all’Autorità di Sistema portuale del mare Adriatico il rilascio di una concessione demaniale marittima,  per l’occupazione di un’area scoperta di 133 metri quadri e uno specchio acqueo libero di 3.587 metri quadri, per la durata di due anni, da utilizzare come deposito per il  materiale.

Si tratta di un passaggio propedeutico all’avvio degli interventi, che stando a quanto comunicato dalla società molisana, dovrebbero iniziare il 20 settembre. E’ quindi destinata a riaccendersi la polemica tra il Comune di Vasto e il Comitato Litorale vivo, composto in larga parte da surfisti,   che ha presentato ricorso al Tar di Pescara per contestare I lavori nella baia di Vignola. L’obiettivo è fermare la realizzazione di barriere frangiflutti, ritenute dannose per l’ecosistema marino  e per  la famosa onda della Grotta del Saraceno, considerate un unicum e un bene ambientale. 

Il Comitato, presieduto da Antonio Mercorio e assistito dall’avvocato Piero Paolo Ferrara, ha ravvisato anche alcune illegittimità nella procedura. Il Tar Abruzzo ha respinto in prima battuta a richiesta di sospensiva urgente, ma non ha ancora deciso nel merito. 

L’intervento contestato consiste nella realizzazione di opere sommerse per contrastare l’erosione. Nello specifico sono previsti  blocchi rocciosi calcarenitici provenienti da cave ubicate nel territorio regionale. Il progetto prevede anche quattro piccolo “pocket beach”. Trattandosi di lavori che interessano un’area tutelata ai fini della conservazione degli habitat censiti nel sito di interesse comunitario (Sic), è stato necessario procedure alla valutazione di incidenza ambientale (Via).

Lo studio è giunto alla conclusione che gli interventi “non hanno un impatto significativo sugli habitat”, ma sono state formulate delle prescrizioni per contenere al minimo le tempistiche  di realizzazione, allo scopo di minimizzare ogni possibile fattore di pressione riconducibile alle fasi di cantiere e segnalare alle autorità competenti l’avvistamento o il rinvenimento di animali protetti, allo scopo di evitare disturbi o danneggiamenti.             

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

 

 

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