
Riteniamo doveroso rispondere al comunicato stampa di Nicola Sacchetti, di Gioventù Nazionale, che nel suo video-messaggio colpevolizza l’amministrazione comunale come responsabile dell’esodo dei giovani.
I dati forniti dai ragazzi di Gioventù Nazionale sono fuorvianti e mirano solo a fare becera campagna elettorale. Il riferimento è ad un articolo pubblicato su “il Centro” il 3 settembre sulla “grande diaspora del Vastese”, secondo cui ogni anno vanno via 400 giovani. Già dal titolo è facile comprendere che i 400 di cui parla Sacchetti non sono solo di Vasto ma del Vastese, ovvero un territorio che include Vasto ma anche
tutti i comuni limitrofi, fino all’entroterra come Roccaspinalveti, Dogliola e Guilmi. Un lettore attento sa intuire che il problema dell’esodo dei giovani riguarda tutti, non solo Vasto.
Inoltre, rimuovendo completamente la “visione a tunnel” proposta dal video di GN, si può notare come il problema non sia prettamente territoriale, ma riguardi l’intero Abruzzo — quasi 17.600 giovani tra i 18 e i 35 anni persi tra il 2019 e il 2026, circa 2.500 all’anno, secondo i dati Istat elaborati e diffusi dai Giovani Democratici d’Abruzzo — e l’intero Mezzogiorno, che nello stesso periodo ha perso oltre 313.000 giovani della stessa fascia d’età. Lo abbiamo denunciato anche noi negli scorsi mesi, insieme a numerosi sindaci, anche di centrodestra, che condividono la stessa preoccupazione.
Ridurre la responsabilità di questa fuga all’amministrazione comunale di Vasto degli ultimi anni è pura propaganda, che mira a prendere in giro non solo gli elettori, ma anche tutti i giovani del territorio, sia chi è costretto a partire sia chi resta. Il fenomeno è molto più ampio di come lo vuole far apparire GN e noi GD ci impegniamo da tempo a denunciarlo, a parlarne con le amministrazioni, a confrontarci e a farci sentire. Continueremo a farlo riportando dati reali, situazioni concrete e lottando per il nostro territorio, anche lontano dalla campagna elettorale, come abbiamo sempre fatto.
Quanto a Vasto, sulle politiche giovanili è stato fatto tanto: pensiamo solo ai corsi gratuiti offerti dal Progetto Giovani ogni anno per i ragazzi dai 12 ai 35 anni, all’attività della Consulta Giovanile, ai festival e alle numerose iniziative che si
svolgono soprattutto grazie all’Assessora Paola Cianci del PD, che detiene la delega alle politiche giovanili.
Senza dubbio i comuni hanno responsabilità, senza dubbio si può fare di più, ma forse è il caso di guardare anche alle responsabilità di chi governa la Regione da quasi 8 anni e il Paese da quasi 4.
Siamo convinti che il principale problema di noi giovani sia la mancanza di opportunità lavorative. Sacchetti lamenta la mancanza di un piano industriale senza però citare i ritardi della Regione sui lavori del Porto di Vasto, e senza citare chi esultava per Arca Defence e per la riconversione dell’ex Sabino Esplodenti, salvo poi doverne piangere l’ennesima vittima. Ci piacerebbe sapere, invece, come il Governo intende affrontare il tema dell’industria visto che i comuni possono fare ben poco, come attuiamo la transizione ecologica, come abbassiamo il costo dell’energia per le imprese e rendere il territorio nazionale di nuovo attrattivo per nuovi investitori.
Vorremmo sapere anche cosa sta facendo Marsilio per impedire la fuga di cervelli, o come investirà sul diritto allo studio e sui trasporti, attualmente costosi e inefficienti, il che ne pregiudica la fruibilità.
Siamo giovani e sappiamo perfettamente come le istanze delle nostre generazioni siano sempre secondarie rispetto alle pretese di altri, e apprezziamo il fatto che un giovanissimo come Sacchetti esprima, anche duramente, una critica. Ma da giovani a giovani apprezzeremmo ancora di più che il linguaggio fosse costruttivo e non propagandistico come quello di chi fa politica da più tempo di noi.
Sappiamo perfettamente come i “grandi” marginalizzino la nostra generazione e la condannino spesso come quelli che “non hanno voglia di lavorare” o come quelli della “movida violenta” o del non rispetto. Sappiamo entrambi che la narrazione che ci viene cucita addosso è lontana dalla realtà e che invece siamo quelli che più pagano gli errori del passato. Ma allo stesso tempo dobbiamo essere quelli che portano nuove idee, nuovi approcci e una politica che si discosti da vecchi retaggi e gerarchie. Non abbiamo bisogno di slogan ma di lavoro, servizi, casa e futuro. E su questo, dopo anni di governo di Meloni e Marsilio, i risultati sono ancora tutti da vedere.
IL SEGRETARIO
dei GD Area Vastese
Mario Enrico Testa
















